Covid Rimini. Errore dell’Ausl: a scuola la classe col contagio, a casa quella sana

Una classe della scuola elementare Toti costretta a casa per un errore di segnalazione contagio, e un’altra in presenza nonostante avesse un alunno conil Covid. Succede anche questo in giorni in cui i casi tra gli studenti si moltiplicano, ma l’indicazione sbagliata, da parte dell’Ausl, della classe frequentata dal contagiat, ha scatenato il putiferio ieri mattina nella elementare di via Covignano. Soprattutto tra i genitori che domenica sera sono stati avvisati attraverso il registro elettronico di un contagio in classe e che hanno dovuto iniziare la settimana tutta in salita, organizzandosi per lasciare i figli a casa o a chiedere un permesso dal lavoro.

Salvo poi rendesi conto che non era la classe dei loro figli che sarebbe dovuta stare a casa ma un’altra: insomma l’Ausl ha comunicato alla direzione scolastica la classe sbagliata di appartenenza dell’alunno contagiato.

Come può succedere lo spiega la dirigente del circolo didattico Centro storico Lorella Camporesi: «L’Ausl ci comunica solo la classe dove è emerso un contagio, non il nome. Quindi attraverso il registro elettronico mandiamo l’avviso dell’Ausl per avvertire che gli alunni devono rimanere a casa in osservazione». E questo è accaduto domenica. Ma i genitori dei bambini di quella classe si sono subito messi in comunicazione tra loro attraverso la chat di gruppo: non risultava alcun contagiato. E così hanno insistito sospettando un errore fino quando la scuola si è messa in contatto con l’Ausl. «E in effetti c’era stato un errore, aveva comunicato la classe sbagliata».

Ma ormai la mattinata di scuola era saltata e i genitori non hanno potuto fare altro che prendere atto dell’errore, non senza malumore.

Solo che in presenza, ieri mattina, era a scuola la classe che avrebbe dovuto essere in osservazione a casa dove appunto c’era un contagiato. Nessuno dei genitori però aveva ricevuto l’avviso dell’Ausl a causa dell’errore. «Sì tutti in classe meno l’alunno contagiato, che era comunque a casa da qualche giorno» conferma Camporesi.

Che al di là dello spiacevole inconveniente si ritrova quotidianamente a dovere destreggiarsi, come tutti i dirigenti scolastici, tra mille incombenze burocratiche «ormai da un anno». E adesso, da domani, anche quelle aggiuntive per verificare la vaccinazione, che sarà obbligatoria, degli insegnanti. «Siamo in attesa che venga adeguata la piattaforma attraverso la quale controllare che gli insegnanti siano vaccinati o in procinto di, agli altri invieremo un invito a regolarizzarsi» conclude Camporesi.

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