Rimini, empasse sull’acquisto della Pernigotti. Emendatori fa causa

Rimini, empasse sull'acquisto della Pernigotti. Emendatori fa causa
La delegazione dell’azienda di Emendatori al tavolo del ministero questa estate

SAN CLEMENTE. Emendatori fa causa, empasse sull’acquisto della Pernigotti. Era fine estate quando Giordano Emendatori al Corriere Romagna dichiarava che si era commosso quando aveva saputo che il marchio Pernigotti era sul mercato. Dopo sette mesi di trattative, mancava l’ultimo passo: i piani indicavano la firma dal notaio a fine settembre, e inizio produzione al primo ottobre. Era stata raggiunta un’intesa con Pernigotti, sancita da un contratto preliminare da finalizzare, per rilevare la Ice & Pastry, poi invece ceduta a inizio ottobre alla società Optima, controllata dal private equity Charterhouse. Ora la questione si arricchisce di un altro capitolo. Giordano Emendatori ha chiesto al Tribunale di Milano il sequestro del ramo d’azienda dei gelati della storica azienda dolciaria italiana di Novi Ligure, oggi controllata dal gruppo turco Toksoz. L’ex patron della Mec3, che si è avvalso dello studio legale Agnoli e Giuggioli, contesta il fatto che Pernigotti avrebbe violato le negoziazioni, «agendo in smaccata violazione del dovere di buona fede prescritto dall’articolo 1358 del Codice Civile», trattando con Optima in modo «occulto» e per «finalità puramente opportunistiche». Per raggiungere l’obiettivo, come riportato da Radiocor, Pernigotti ha provocato «premeditatamente il mancato avveramento delle condizioni sospensive», necessarie per firmare il closing con Emendatori. Di qui la richiesta di sequestro giudiziario del ramo d’azienda Ice & Pastry, del marchio “Pernigotti-Maestri Gelatieri Italiani”, nonché dei documenti legati alla transazione tra Pernigotti e Optima.

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