La riviera e la crisi di Governo: “Si rischia una spiaggia senza bagnini dal 2023”

«Il vero rischio è che dopo il 2023 non ci siano più le attrezzature né alcun bagnino a governare la spiaggia». Il paradosso, neppure troppo lontano dalla realtà, è del presidente di Confartigianato imprese demaniali, Mauro Vanni.

La caduta del governo Draghi rappresenta una nuova “tegola” per gli imprenditori balneari che vedono restringersi ancora di più i tempi che portano a una soluzione. In questo momento il futuro delle concessioni demaniali «è fermo alla sentenza del Consiglio di Stato per la quale le spiagge vanno riassegnate entro la fine del prossimo anno».

Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad spiega che «si tratta di un tempo talmente limitato che sarà pressochè impossibile da rispettare per i Comuni».

Nell’attesa una mano importante può arrivare dal Ddl Concorrenza – dove è racchiusa la norma relativa alle concessioni – è che andrà in discussione lunedì prossimo in Parlamento.

I bagnini

Il presidente Vanni, però, non smarrisce la fiducia: «Ci sono dodici mesi di tempo per trovare una soluzione e questa volta spero che si possa riuscire in un’impresa che attendiamo ormai da oltre 15 anni».

L’idea del numero uno di Confartigianato imprese demaniali è che «un governo politico sia più incline ad ascoltare gli interessi dei balneari . Anche se non gioiamo di certo per l’Italia rimasta senza guida: una sconfitta internazionale, non un bel messaggio».

Vanni però è convinto che anche un governo politico di non altissimo profilo possa avere un valore aggiunto rispetto a un governo tecnico: «Sarà più facile dialogare ed esprimere esigenze e bisogni».

Il 25 settembre si andrà alle urne: «Resterà un anno di tempo e il nuovo governo può tamponare e risolvere la questione. Come categoria, ci auguriamo che non si arrivi all’ennesima proroga ma finalmente si arrivi a una soluzione con una riforma che preveda le norme europee e allo stesso tempo tuteli le imprese italiane che hanno lavorato bene negli anni».

Per Vanni c’è «la possibilità di tutelare il lavoro di tante microimprese familiari e dei loro dipendenti che hanno ben meritato e contribuiscano a una quota significativa del Pil».

La speranza dell’associazione è che «ci siano i tempi tecnici» perché è chiaro che sarà una corsa contro il tempo. «Noi speriamo di poter aprire un dialogo: il tempo è poco e non ci sono più alibi per dare la colpa a Draghi sulla non volontà di aiutare le imprese italiane». I balneari ascolteranno i partiti «che vogliono aiutare le imprese italiane e con loro dialogheremo. Con investimenti c’è la possibilità di fare crescere il settore, ma per gli imprenditori servono certezze».

La Regione

L’assessore regionale al turismo, Andrea Corsini non nasconde un po’ di preoccupazione: «C’è il rischio che si debba ripartire ancora da capo. L’approvazione del Ddl Concorrenza può essere di aiuto perché c’è un’impostazione già segnata per il futuro della spiaggia che è comunque necessario migliorare».

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