Rimini, è il weekend di “Al Méni”, il circo gastronomico di Bottura

Ritorno alle origini, come location sul lungomare, e tema Mediterraneo, con la tradizionale attenzione a sostenibiltà e sociale. Per la nona edizione il circo del gusto “Al Méni” voluto dallo chef Massimo Bottura torna a profumare di mille sapori il litorale di Rimini, dopo la parentesi in centro storico causa pandemia. Per due giorni, il 18 e 19 giugno prossimi, 23 chef da tutto il mondo, uno dei quali dall’Ucraina, danno appuntamento sotto il felliniano tendone da circo allestito vicino al Grand hotel, tra show cooking e piatti stellati, dall'”alieno” granchio blu all’hummus. Intorno il mercato dei produttori con 30 banchetti, di cui 28 emiliano-romagnoli, uno con i formaggi dal Molise e uno con il riso dal pavese.


Per Jamil Sadegholvaad, dopo i diversi da assessore, è il primo “Al Méni” da sindaco di Rimini: e “il senso- sottolinea- è la direzione di marcia che la città vuole valorizzare, quella delle radici e delle eccellenze”. Il Mediterraneo come tema di questa edizione, aggiunge, “l’abbiamo voluto insieme”, per rappresentare “tante civiltà che si ritrovano intorno a un patrimonio culinario comune”. E grazie a chef un po’ “fuori dalle rotte” solite, sottolinea il loro responsabile Enrico Vignoli: sotto il tendone non ci sarà dunque solo “un racconto del territorio, ma un incontro tra culture”, con 11 talenti internazionali a dialogare con 12 chef emiliano-romagnoli. Dal Canada ecco la cucina di braci e fumo, da Israele la cultura di Jaffa e poi gli altri Paesi emergenti in cucina, Croazia, Malta, Turchia. Fino ad arrivare al cuore del Mediterraneo, l’isola di Procida. Sul lungomare torna anche il mercato, gli fa eco il responsabile Carlo Cattani, che punta, in collaborazione con Slow food, sull’orginalità. Per il racconto delle eccellenze regionali come il Parmigiano reggiano, la Mora romagnola, le mortadelle presidio Slow food, il sale di Cervia. E di prodotti meno noti come il peperoncino ravennate, l'”ecopesce” di Cesenatico, l’aglio di Voghiera.

Attorno al circo spunteranno anche gli angoli street food gourmet con l’associazione cheftochef, Rimini street food che è diventato un format televisivo, e i cuochi che incontrano i produttori. In particolare l’associazione Tortellante proporrà la consigliatissima pasta fresca preparata da cuochi autistici, mentre le donne di Lamariscadoras presentano il progetto Blueat per promuovere le specie “aliene”, quelle importate spontaneamente o no dall’uomo, come il granchio blu trasportato in Mediterraneo dalle acque di zavorra. Perfetto in una piadina o con dell’hummus, mentre si sorseggia della Rebola dei colli riminesi, anche lei protagonista degli stand così come la piadina. Dalla cucina del ristorante riminese Abocar due cucine, invece, Hadria 37 per valorizzare i pesci nostrani, e uno stand per People for Ukraine per finanziare l’acquisto di una ambulanza. Non mancheranno i laboratori di Slowfood e, infine, grazie a un pannello realizzato da Hera sarà possibile conoscere il consumo di acqua dei prodotti. Un consiglio? Assaggiate i peperoni dolci ripieni con ostrica.

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