Rimini. Droga, noto pasticciere assolto: «Non sono uno spacciatore»

«State scherzando? Mica penserete davvero che io sia uno spacciatore? Sono solo un consumatore. Gestisco un’attività conosciuta da tutti in città, non ho bisogno di vendere droga».

Lui lo disse subito ai poliziotti che lo arrestarono, ma c’è voluto un giudice perché fosse ascoltato. L’imputato, un 53enne titolare di una pasticceria (F.C. le sue iniziali), è stato assolto dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Era stato arrestato a febbraio e liberato dopo una notte trascorsa in camera di sicurezza in attesa del processo.

Gli avvocati difensori Luca Greco e Michele Mongiello hanno dimostrato che la droga sequestrata era compatibile con un consumo personale, documentato le entrate economiche del proprio assistito, e confutato gli indizi raccolti dagli investigatori: le bilancine di precisione fanno parte della dotazione professionale di un pasticciere e le comuni buste dell’Ikea trovate in casa non potevano considerarsi materiale per il confezionamento. Ragionamenti condivisi dal giudice (il processo si è svolto con rito abbreviato).

In un cassetto del piano della cucina di casa gli era stato trovato un barattolo con 126 grammi di marijuana e un tocchetto di hashish. I poliziotti lo avevano fermato mentre era alla guida della sua Range Rover. Con sé non aveva niente. La perquisizione fu estesa però anche all’abitazione – sulla base di informazioni raccolte da una “fonte confidenziale”. Nell’abitazione dell’uomo saltò fuori la droga. C’erano anche tremila euro in contanti che non furono sequestrati, proprio per via dell’attività lavorativa svolta dall’indagato. Titolare di una nota pasticceria, in era pre-Covid-19 meta obbligata per i tiratardi a caccia di bomboloni.

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