Rimini. Donne colpite da cacciatore sulla ciclabile del Marecchia

«Quando ho sentito il botto, istintivamente ho lanciato un urlo e mi sono piegata sul manubrio. Ho sentito fischiare i pallini all’altezza della mia testa ed una puntura: uno mi ha colpito di striscio all’orecchio. Un secondo, invece, ha centrato la mia amica alla gamba destra, strappandole la tuta». Laura era in compagnia delle sue storiche amiche Elena e Morena – con cui divide la passione delle due ruote e con cui ama attraversare la provincia in sella alla mountain bike (tutte sono iscritte al gruppo ciclistico Matteoni) – quando mercoledì mattina è diventata il bersaglio di uno dei tanti cacciatori che non hanno remore a tirare il grilletto a ridosso della pista ciclabile del Marecchia. «Erano le 10,40. Lo sparo ci ha raggiunte mentre pedalavamo tra il campo nomadi e lo stadio del baseball. La rosa di pallini ha attraversato la nostra strada da sinistra a destra e si è conficcata nel muro di ferro della recinzione dell’impianto sportivo. Abbiamo sentito un boato quando il cacciatore ha tirato il grilletto. Un botto spaventoso così come lo è stato il rumore del crepitio dei pallini quando si sono conficcati nella parete. Sembrava di essere in un film».

Situazione pericolosa

Comprensibilmente scosse, le tre amiche si sono fermate ed hanno controllato le loro condizioni di salute. Per fortuna le due colpite hanno riportato ferite lievi. Non c’è stato bisogno dell’intervento del 118. Sul posto, invece, hanno fatto intervenire i carabinieri cui hanno raccontato la storia e sporto denuncia contro ignoti. «Quello che ci è capitato – prosegue Laura – è un rischio cui tutti i giorni va incontro chi pedala su questa trafficatissima ciclabile. Una pista dove sono tanti anche i bambini».

Provocatoria la sua domanda: «Come si fa a permettere ai cacciatori di girare sul ciglio della ciclabile con le doppiette cariche, mentre la pista viene frequentemente invasa, attraversata, dai loro cani che vengono lasciati liberi di muoversi senza guinzaglio? Non è possibile permettere la caccia nell’area boschiva interna all’anello ciclabile. Come fa ad accorgersi se la pista e libera, facendo fuoco da dentro la vegetazione? Bisogna assolutamente vietare la caccia».

Il precedente

Un grido d’allarme lanciato alle autorità già nel 2018 quando, nella prima domenica di apertura della stagione venatoria, sempre un ciclista impegnato in una escursione con un amico, venne anche lui raggiunto al volto da un pallino.

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