Rimini, “donazione” sospetta: notaia e medico a processo per falso

Cade l’accusa di circonvenzione di incapace, per intervenuta prescrizione, ma una notaia riminese sarà comunque processata per falso in concorso con due sue collaboratrici e un medico ospedaliero. Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Rimini, Adriana Cosenza, ha disposto ieri il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Stando al capo d’imputazione la professionista, in veste di notaio rogante, le sue collaboratrici in qualità di testimoni, e il medico curante che redasse un certificato, avrebbero attestato la volontà di un anziano paziente riguardo alla revoca di una donazione: a loro avviso non poteva sottoscrivere l’atto per il solo impedimento alla mano destra mentre per l’accusa si trovava già in uno stato di incoscienza o semi-incoscienza per via di un quadro clinico che gli avrebbe consentito la reattività solo a stimoli dolorosi. L’indagine dei carabinieri era partita dal sospetto che, contrariamente a quanto messo nero su bianco dal medico e asserito dal notaio, al momento del “testamento” il paziente non fosse più capace di intendere e di volere.

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