Rimini, “Don Pasquale” di Donizetti a Capodanno al Galli

L’opera di Capodanno a Rimini è diventata da qualche lustro ormai una piacevole tradizione: accanto alle feste di piazza (anche se ridotte per il covid) e alle decine di altri eventi per festeggiare il nuovo anno, nella città della Sagra musicale malatestiana (una delle più antiche rassegne italiane) e del ritrovato teatro Galli, non può mancare la musica colta, e in particolare il belcanto. Quest’anno sarà la volta di “Don Pasquale”, dramma buffo in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Giovanni Ruffini e dello stesso Donizetti, tratto dal dramma giocoso di Angelo Anelli “Ser Marcantonio” del 1810.

La prima si terrà sabato 1 gennaio nel consueto orario pomeridiano delle 17.30 (bisogna pur recuperare il sonno perso a capodanno!) e, a seguire, le date delle repliche sono: domenica 2 gennaio sempre alle ore 17.30; lunedì 3 e martedì 4 alle ore 20.30. Le repliche negli anni sono aumentate in seguito alle richieste così numerose che era diventato impossibile soddisfarle tutte con una o due repliche.

Una produzione tutta riminese

L’opera di quest’anno tra l’altro è un nuovo allestimento prodotto dal Coro Lirico Città di Rimini Amintore Galli e ha il patrocinio e il contributo del Comune di Rimini. Con la regia di Paolo Panizza, la direzione d’orchestra del maestro Stefano Pecci, con l’Orchestra da Camera di Rimini e il Coro Galli preparato dal maestro Matteo Salvemini.

L’opera è sottotitolata: una bella iniziativa destinata a venire incontro a coloro che non conoscono il libretto e che in questo modo possono seguire al meglio l’azione scenica e la storia, oltre ad ascoltare la meravigliosa musica e il canto dei protagonisti.

Presentata per la prima volta con successo nella Salle Ventadour del Théâtre-Italien di Parigi il 3 gennaio 1843 e il 17 aprile successivo al Teatro alla Scala di Milano, “Don Pasquale” è l’ultima delle opere buffe intese in senso tradizionale, chiude la gloriosa tradizione che aveva visto capolavori ancor oggi amati e molto ancora rappresentati, quali “Il barbiere di Siviglia”, la “Cenerentola” di Rossini e l’“Elisir d’amore” dello stesso Donizetti, un titolo coinvolgente che racconta in un modo straordinario e sempre attuale lo scontro generazionale e mette in scena una storia che nella tradizione dell’opera buffa prende a riferimento i personaggi della commedia dell’arte.

Dramma buffo
ma di buon auspicio

«Si riparte. Ed è ancora più emozionante, perché l’attesa questa volta è stata doppia – dice Claudia Corbelli, presidente del Coro Galli –. E per festeggiare abbiamo scelto un’opera capace di far sorridere, un dramma buffo, adatto a rallegrare gli animi, trasportati dalle note e divertiti dalla vicenda. Perché sia di buon auspicio! Uno dei valori di questa produzione è il sodalizio artistico fra Coro Lirico Città di Rimini Amintore Galli e Orchestra da Camera di Rimini; con particolare soddisfazione, infatti, evidenziamo la collaborazione con una stimata realtà del nostro territorio e con Stefano Pecci, suo direttore principale nonché cofondatore della formazione insieme a Marco Colombari, Matteo Metalli e Caterina Tonini».

Un’opera raffinata

«Il “Don Pasquale”, capolavoro di un Donizetti già affermato a livello internazionale, maturo e ormai di stanza a Parigi, è un’opera molto raffinata e giocata dal compositore su diversi livelli – spiega Paolo Panizza nelle note di regia –. L’autore la definisce, nella partitura, “dramma buffo”, ma essa va ben oltre l’opera di genere. Non più maschere di un meccanismo collaudato, ma veri e propri personaggi di un dramma borghese raccontato in chiave comica. Ma il buffo, il comico, si trasformano pian piano in umorismo e il lieto fine non è da favola, ma da commedia agrodolce».

Scenografie virtuali

E aggiunge: «L’allestimento di quest’anno, per intuizione del Coro Galli di Rimini, non avrà scenografie tradizionali, cioè costruite, ma un avvolgente mondo creato da proiezioni, permettendomi di raccontare questo capolavoro in forma tradizionale, a me cara quando ben reinterpretata, ma con un linguaggio visivo moderno; mischiando, come Donizetti amava, un genere collaudato con accenti contemporanei e vicini a chi ne goda. Viviamo in un mondo di schermi che spesso subiamo: la speranza è di trasformarli in veicoli di sogno e cultura, di gioia e anche spensierata riflessione. Il telecomando e il touch screen, questa volta, li lasciamo però rigorosamente alle immortali e deliziose note, suonate dal vivo, del maestro Donizetti».

Personaggi e interpreti:

Giuseppe Esposito, basso comico, è Don Pasquale, vecchio celibatario tagliato all’antica, economo, credulo, ostinato, buon uomo in fondo; Daniele Caputo (1, 3 e 4 gennaio) Enrico Marrucci (2 gennaio), baritoni, sono il Dottor Malatesta, faceto, intraprendente, medico e amico di Don Pasquale e amicissimo di Ernesto; Christian Collia, tenore, è Ernesto, nipote di Don Pasquale, giovane entusiasta, amante corrisposto di Norina; Giulia Della Peruta (1- 3 e 4 gennaio) e Chiara Notarnicola (2 gennaio) sono Norina, soprano, giovane vedova, vivace e impaziente ma schietta e affettuosa; Riccardo Lasi, basso, è un notaro.

I biglietti

Biglietti da 10 a 65 euro, acquistabili anche online sul portale vivaticket.

Info: www.corogallirimini.it

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