Il commento “Siamo alla frutta” postato su Facebook, riferito al Gay Pride, «non è da considerarsi diffamatorio né denigratorio, ma va inteso come aperta dissociazione dalla manifestazione e cioè come esercizio del diritto di critica». Le considerazioni della procura sono state accolte dal Gip del tribunale di Rimini che ha definitivamente archiviato le accuse di tre persone, due delle quali simpatizzanti di Forza nuova, denunciate da Marco Tonti, presidente presidente provinciale di Arcigay. Assistito dall’avvocato Cristian Guidi, Tonti si era opposto all’archiviazione dei tre indagati residui (altri “commentatori” sono finiti a giudizio) ipotizzando anche l’istigazione all’odio razziale. Niente da fare. È stata archiviata anche la posizione di un secondo utente della rete che aveva definito il Gay pride «una pagliacciata», mentre un terzo aveva scritto quello che pensava direttamente a Tonti in privato (e il reato di ingiurie è depenalizzato). Gli accusati erano difesi dagli avvocati Federica Fabbri, Nicolò D’Urzi e Alessandro Pierotti.

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