Rimini. Detenuto lo calunnia agente penitenziario dona risarcimento

Accusò un ispettore della polizia penitenziaria di averlo colpito con una testata al volto. Un’accusa infondata, secondo quanto emerso da un’indagine della Squadra mobile della questura. Il detenuto, così, è stato condannato per calunnia alla pena di dieci mesi di reclusione. All’agente, in servizio con un ruolo di responsabilità all’interno della casa circondariale di Rimini, il giudice ha riconosciuto anche un risarcimento di 1500 euro. L’ispettore, parte offesa, ha disposto che tutta la somma vada in beneficenza all’Arop (Associazione riminese oncoematologia pediatrica).

Tutto nasce dalle rimostranze del detenuto al quale la direzione del carcere negò la possibilità di avere colloqui più frequenti con il figlio minorenne. Una decisione che, una volta notificata, provocò l’accesa reazione dell’uomo: offese, insulti pronunciati ad alta voce, imprecazioni.

A quel punto l’ispettore esce dall’area “protetta” dell’ufficio matricola per tranquillizzarlo. “Mi vuoi picchiare?” domanda il detenuto con aria di sfida. L’invito a moderare i termini, però, non viene accolto bene. Il detenuto grida “Ti faccio sparare” prima di essere riaccompagnato in cella. Nessuno gli torce un capello, ma il giorno dopo chiede di essere portato in infermeria per un malore e, quindi, denuncia l’ispettore al quale aveva giurato di farla pagare. “Mi ha dato una testata in faccia”. Ai colleghi dell’agente aveva già mandato a dire di voler “prendere presto un caffè con lui”, una volta uscito di prigione. L’indagine della Squadra mobile ha escluso che ci fosse stato un contatto fisico tra i due e il procedimento è stato archiviato. La pm Paola Bonetti, a quel punto, ne ha aperto un altro per calunnia a carico del detenuto. Riconosciuto colpevole di aver accusato ingiustamente l’ispettore, pur sapendolo innocente, l’ex detenuto sarà a breve processato anche per le minacce. Il poliziotto penitenziario era assistito dall’avvocato Massimiliano Orrù, l’imputato difeso dall’avvocato Gianmaria Gasperoni.

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