Rimini, detenuto ai domiciliari non è in casa. «Sono in ospedale» ma non era vero

RIMINI. I poliziotti bussano alla porta di un uomo di 53 anni, detenuto ai domiciliari, e non lo trovano all’interno della propria abitazione. Il cugino spiega che dovrebbe essere in garage, ma invece non è neppure lì e quando lo chiamano al telefono, lui con aria affannata sostiene di essersi sentito male e di trovarsi al pronto soccorso in attesa della visita. «Non ho potuto informarvi prima perché qui non c’è campo». Una bugia che gli agenti della Volante della questura incaricati del controllo hanno smascherato senza troppi problemi. La pattuglia è infatti “volata” in ospedale così da arrivare prima dell’uomo. Una volta raggiunto di corsa il pronto soccorso l’evaso ha trovato gli agenti ad attenderlo.

Trafelato e davvero affannato stavolta, con sé aveva anche delle chiavi alterate e un grimaldello. Non ha saputo giustificarne il possesso ed è stato anche denunciato per gli oggetti ritenuti da scasso (era ai domiciliari per un’accusa di furto). Si è appurato, infine, che dal pronto soccorso non era mai passato neanche in precedenza. Ieri mattina, dopo la notte trascorsa in cella di sicurezza, il giudice ha convalidato l’arresto dell’uomo, difeso dall’avvocato Franco Ferrini, confermando gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza dedicata al processo per evasione.

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