Rimini, decibel alle stelle. Raccolta firme contro il Tiberio Festival

Rimini, decibel alle stelle. Raccolta firme contro il Tiberio Festival

RIMINI. Musica anche fino alle due notte, impossibile dormire o lavorare. Un gruppo di cittadini ieri ha lanciato una raccolta di firme contro lo strapotere e l’arroganza di manifestazioni che sull’altare del turismo sacrificano il sonno e la tranquillità degli altri. Il caso è rappresentato dal “Tiberio Music Festival”, ma vengono coinvolti tutti gli eventi “fracassoni”.

“Adesso basta”
Allora. La protesta è scatenata dal “Tiberio Music Festival”, tre giorni a tutto volume nel bacino del Ponte di Tiberio all’inizio di agosto. La petizione, però, allarga il tiro a tutte le manifestazioni. «Se vengono realizzate vicino ad ambienti residenziali, devono mantenere un volume contenuto, udibile a chi partecipa e non imposto al resto della popolazione». Inoltre, dopo tre o quattro ore si può anche spegnere e a mezzanotte fare silenzio.
Invece? «Chi abita intorno al parco Marecchia in occasione del Tiberio Music Festival – si spiega – è sottoposto a un bombardamento sonoro a volume altissimo, per nove, dieci ore, per tre giorni consecutivi. Ma in generale tutte le manifestazioni sono realizzate a un volume molto più elevato di quello che sarebbe necessario, imposto quindi a tutti i cittadini che abitano a chilometri di distanza. Una sorta di tortura estiva, frequente e ripetuta, che provoca malessere e limitazione della libertà».
Detto questo. «Le discoteche a cielo aperto e a tutto volume ci sembrano incivili anche nei confronti dei turisti, ma se proprio non si possono evitare, che interessino la zona marittima e risparmino i quartieri residenziali».

“Siamo a Rimini”
Lettere e telefonate di protesta, nei giorni scorsi erano già giunte al “Corriere”. E neppure i social erano stati risparmiati, tanto che uno degli organizzatori del “Tiberio Music Festival”, Luca Pasini, è stato costretto a intervenire. «Questa città campa di turismo – ha scritto – una volta tutti erano disposti a sopportare, perché i turisti portavano la pagnotta. Chi tiene all’economia della città dovrebbe ringraziare chi si impegna e rischia per creare nuovi contesti e situazioni aggregative. Però capisco che andare a dormire un’ora dopo, il primo week end di agosto sia più importante che attrarre turisti».
Gli ha replicato Alberto Rossini, membro dello staff del presidente provinciale Riziero Santi. «Va bene, ci vogliono anche le feste. Non so se il Ponte di Tiberio sia il luogo più giusto, il rumore inizia alle cinque del pomeriggio e va avanti fino alle due o alla mezza. E anche con finestre chiuse è difficile dormire o lavorare. Qualche riflessione a proposito del disagio delle persone potreste anche farvela».
Ieri ha chiuso l’assessore Jamil Sadegholvaad. «Rimini vive di turismo, socialità e relazioni. Il Music Festival è frequentato da giovani, meno giovani, famiglie, è un’occasione positiva, serve a vivacizzare aree non frequentate anni fa. Al di là degli orari consentiti, è giusto però monitorare sul livello dei decibel, è un impegno che prendiamo».

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