Rimini. Danni e allagamenti: conto salato per la spiaggia

Il “giorno dopo” splende il sole e la riviera riminese si lecca le ferite. Il centralino dei vigili del fuoco squilla in continuazione, sono decine e decine le richieste di aiuto per rami in bilico e pericolosi, alberi abbattuti che bloccano il passaggio, tende e balaustre da mettere in sicurezza. La pioggia ma soprattutto il vento a oltre cento chilometri all’ora hanno lasciato un segno importante, il conteggio dei danni è in corso e non saranno numeri di poco conto. Soprattutto l’arenile, con tutte le attrezzature estive ancora ben posizionate potrebbe avere avere subito lo schiaffo più forte, anche se le associazioni di categoria non sembrano preoccupate. Della serie: “Stiamo mettendo tutto a posto”. La furia della tempesta si è abbattuta su lettini, ombrelloni, pedane di legno, mosconi, tende e pali. Per non parlare delle torrette di salvataggio abbattute (tutte) come birilli.

La situazione più complicata si registra nella parte centrale della battigia, più o meno da piazzale Marvelli al porto, per via di un arenile “più basso” e quindi più esposto all’assalto delle onde. Risultato: ieri mattina diversi stabilimenti erano ancora allagati.

Nota positiva, la manifestazione dedicata al verde “Giardini d’Autore” nel bacino del Ponte di Tiberio, ha aperto i cancelli, seppur in versione un filo ridotta.

Qua Rimini Nord

Giorgio Mussoni è il presidente dell’associazione Oasi e ha il suo punto di osservazione sulla sabbia di Viserbella. «Stiamo mettendo tutto a posto – assicurava ieri mattina -. Per ubbidire a un diktat cervellotico che di fatto ha allungato la stagione balneare di una settimana, ci siamo trovati con il materiale ancora giù, ma il maltempo di sabato non ha creato grandi problemi. Il grosso del lavoro è stato pulire e recuperare quanto portato via dal vento. Qualcosa è stato danneggiato, non dico di no: le torrette sono cadute, ma sono lì, le tiriamo su. Se si è rotto qualche palo, siamo capaci a sistemarlo. Se vogliamo quantificare direi qualche decina di euro a stabilimento. La fatica grossa è stato ripulire la spiaggia».

Rimini centro

Mauro Vanni è il presidente di Confartigianato imprese demaniali. Intanto rassicura tutti. «Oggi (domenica) la spiaggia è in ordine, i lettini stesi e i turisti hanno trovato tutto a posto. Noi bagnini di Rimini non ci spaventiamo mai».

Va bene, però? «Come attrezzatura di spiaggia non è successo granché, le pedane in legno sono state spazzate via, per il resto avevamo avvertito gli associati del pericolo ed era stato tolto tutto. I danni più grossi li abbiamo avuti alle torrette e ai mosconi di salvataggio, lì è stato rotto tutto. Il tratto di spiaggia dal bagno 40 verso il porto ha subito di più, è più basso e l’acqua è arrivata alle cabine».

Conferma tutto Stefano Mazzotti, titolare dello stabilimento 27. «È da sabato che siamo allagati, io e bagnini miei vicini. Non ho potuto riaprire perché è saltato l’impianto elettrico. Danni alle strutture? La pedana di legno è stata portata via».

Quella “arcobaleno”? «Proprio quella. La rifaremo più bella di prima».

Rimini Sud

Diego Casadei è il presidente della Cooperativa Bagnini di Riccione e come i colleghi ha passato le prime ore della domenica a sistemare la spiaggia. Ribadisce la linea dei danni contenuti. «Le passerelle di legno sono andate via tutte – spiega -. Chi aveva le tende ancora su li ha viste volare via, qualche palo si è rotto, così come gli ombrelloni, i mosconi sono andati a sbattere. Al momento una stima è impossibile».

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