Rimini. Covid, boom di casi. Grossi: servono regole più severe

«Massima, massima, massima cautela». E’ l’appello che lancia Maurizio Grossi, presidente dell’Ordine dei medici di Rimini, di fronte all’impennata dei nuovi casi di positività al coronavirus. Il bollettino dell’Ausl Romagna di ieri parla di 496 nuovi contagi e di 4 persone ricoverate in terapia intensiva in provincia. E l’ultimo quadro settimanale diffuso mercoledì, aggiornato al periodo 13-19 giugno, evidenzia un balzo dei nuovi positivi sia in termini assoluti (2.981, poco meno del triplo dei 1.006 della settimana precedente), che percentuali (+11.2%, rispetto al 4,7% del periodo 6-12 giugno) in Romagna. «Siamo ancora in una fase pandemica – sottolinea Grossi –. La pandemia non è finita, anche se ci sono questi provvedimenti governativi di “tana libera tutti”. Però, purtroppo, non siamo liberi».

Nuova ondata

Provando a spiegare la situazione attuale, «questa ondata è il frutto sicuramente di variante nuova – osserva il presidente dell’Ordine dei medici di Rimini –. Ma è anche, forse, il frutto di un allentamento delle misure quando, invece, ancora sarebbe opportuno portare la mascherina in ambienti chiusi, mantenere un certo distanziamento». E «chi è malato, rispettare anche volontariamente una quarantena – aggiunge –. Invece, abbiamo dati che ci dicono che persone con febbre non fanno tamponi, non si certificano e quindi continuano a circolare propagando il contagio. Le forme di tracciamento sono ormai un ricordo, purtroppo. E i dati che emergono, quelli ufficiali, forse sono molto inferiori o comunque inferiori alla reale incidenza».

Medici e Ps in difficoltà

Una nuova ondata significa anche ulteriori problemi, ovvero anche «un grosso carico e impennata di lavoro che c’è negli studi dei medici di medicina generale, che sono un po’ il termometro, sono un indicatore preciso di come sta andando questa nuova ondata – continua Grossi –. Gli studi professionali dei medici di base sono stati presi d’assalto: richieste di cure, consigli. E quindi c’è questo nuovo carico di lavoro che è sulle spalle dei medici».

E, prosegue Grossi, «indirettamente o direttamente, anche sui Pronto soccorso, che sono già stremati da una situazione che tutti conosciamo ormai da diverso tempo, di cui ancora non si è capito la soluzione a che punto sia. Perché parole tante, fatti mi sembra che ancora non ce ne siano molti. E, comunque, quei pochi fatti che ci sono stati hanno creato molti malumori e malesseri nella classe medica».

«Governo assente»

Fra l’altro, «questa situazione di carenza del personale era un qualcosa che era prevedibile – non nasconde la propria amarezza il presidente dell’Ordine dei medici di Rimini, ricordando le riflessioni legate ai pensionamenti che già erano state fatte prima della pandemia –. E, forse, con un po’ più di oculatezza, prevenibile. Solo che le grandi capacità di previsione, dal ministero in giù, difettano, purtroppo. I segnali c’erano».

Ma «il Governo è assente su questi temi – rincara la dose –. La sanità sembra ormai che sia l’ultimo dei pensieri del Governo. Mi sembra che sia uscita dall’agenda delle urgenze di questo Paese».

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