Rimini, non "consuma" e chiama il 112 per riavere i soldi dalla escort

Rimini

Ha fissato un appuntamento con una escort, in una casa, ma quando è arrivato e si è reso conto che la situazione non era quella che aveva immaginato ha chiamato i carabinieri per riavere indietro il denaro pagato in anticipo.
È accaduto l’altra sera in un appartamentino di una località turistica del Riminese, a un avvocato quarantenne in cerca di emozioni. Il professionista, deciso a fare valere le proprie ragioni “contrattuali”, ha chiamato il 112 e ai militari della pattuglia della più vicina stazione dell’Arma, accorsi sul posto per comprendere meglio la situazione, ha raccontato di essersi presentato nell’abitazione all’ora fissata, e di aver pagato la cifra pattuita. Quando, però, ha notato che la prostituta non rispondeva alla breve descrizione del profilo internet, né ai suoi canoni estetici e forse neppure agli standard igienici (oppure perché semplicemente pentito della “scappatella”), l’avvocato ha deciso di non consumare il rapporto e ha cominciato a protestare chiedendo di essere rimborsato. La parlantina, però, fuori delle aule giudiziarie non sempre è d’aiuto: è stato messo alla porta senza tante storie. «Ridarti i soldi? Non se ne parla nemmeno». Così il quarantenne, una volta in strada, ha contattato il numero di emergenza spiegando la situazione: i carabinieri hanno fatto fatica a comprendere, dal racconto del cliente, se fosse stato derubato, truffato o addirittura rapinato. L’avvocato, in ogni caso, ha chiesto alla pattuglia di impegnarsi a identificare la ragazza perché lui potesse formalizzare la denuncia. Quando i militari hanno citofonato all’abitazione, però, non ha risposto nessuno. Il cliente a quel punto, che aveva ancora in rubrica il numero con la quale l’aveva contattata in precedenza, l’ha chiamata al telefonino. «Il cellulare è spento o non raggiungibile». I carabinieri, a quel punto hanno invitato l’uomo a presentarsi in caserma nei prossimi giorni per sporgere la denuncia. Non è detto che la battaglia proceda fino ad approdare in tribunale. Si ha diritto, infatti, a riavere indietro i soldi di una prestazione sessuale corrisposta in anticipo? Su un piano meramente civilistico è possibile domandarsi se il contratto di meretricio stipulato tra la prostituta e il cliente sia lecito e la risposta, secondo la dottrina maggioritaria risulta ovviamente negativa. La escort, chiamata eventualmente a rispondere dell’accaduto in sede penale, potrà inoltre difendersi spiegando di avere ricevuto i soldi senza pressioni o minacce. Nessuno meglio dell’avvocato potrà ragionarci su, prima di decidere se trascinare la donna in tribunale o lasciare perdere.

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