Rimini. Consiglio, i furbetti del gettone hanno le ore contate

Lotta ai “furbetti” del gettone che arrivano in aula, rispondono “presente” all’appello e poi spariscono verso nuove avventure senza partecipare ai lavori ma intascano il compenso. È una delle modifiche al Regolamento del consiglio comunale proposte dalla maggioranza. Fra le novità anche la possibilità di convocare il consiglio al di fuori della sede istituzionale, nei quartieri, quando ci sono temi che interessano i cittadini di quella zona.

Cosa succede

È partito l’iter che nelle prossime settimane porterà alla modifica del Regolamento del consiglio comunale (vecchio di vent’anni). A questo proposito Matteo Petrucci (Pd), Andrea Bellucci (Lista Jamil), Luca Pasini (Rimini Futura) e Marco Tonti (Coraggiosa) propongono alla minoranza un «confronto democratico, sincero e aperto». «Al tavolo della discussione – precisano – ci presenteremo con alcune proposte che giudichiamo strategiche».

Consiglio in tour

I gruppi di maggioranza propongono di organizzare sedute su tutto il territorio comunale quando all’ordine del giorno ci sono punti che coinvolgono specifiche aree cittadine o comunque quando si ritiene necessario il coinvolgimento delle persone. Tradotto: non deve essere sempre e solo il cittadino che si muove verso il consiglio.

Inoltre, nei periodi dell’anno in cui l’attività rallenta, gli spazi consiliari sono a disposizione per iniziative culturali, sociali e giovanili.

“Furbo” sarà lei

Particolare attenzione viene dedicata alle regole della partecipazione ai lavori, in particolare ai “gettoni di presenza”, il compenso economico quindi nell’ordine di 90 euro a seduta. La maggioranza vuole rendere la vita impossibile ai “furbetti” dell’aula.

«È ora di porre fine – scrivono – alla potenziale “comparsata” dell’ultimo momento e solo per qualche minuto, utile solo a incassare il compenso. Riteniamo che il riconoscimento del gettone ai soli consiglieri che abbiano partecipato a gran parte dei lavori sia una forma di rispetto dei contribuenti» inserendo nel nuovo regolamento l’obbligo di «dichiarare al segretario l’eventuale e definitivo abbandono dell’aula».

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