RIMINI. Per non farlo abbaiare gli avevano messo un collare che dava impulsi elettrici ogni volta che il cane faceva rumore. Lo scopo del proprietario del Setter inglese era quello di evitare discussioni con il vicino che non gradiva affatto il ripetuto abbaiare del cane. A ogni abbaiata una scossa elettrica. Lo hanno scoperto delle pattuglie delle Guardie zoofile di Fare ambiente dopo che erano arrivate delle segnalazioni al Comune di Rimini. Scoperto il collare, le guardie hanno coinvolto il pubblico ministero di turno che ha provveduto a fare liberare l’animale da quello strumento di fastidiosa limitazione della sua libertà. Le Guardie zoofile fanno presente che alcuni collari sono addirittura dotati di telecomando che permette al proprietario di emettere la scarica quando ritiene che sia necessario. Non solo. In alcune tipologie di collare, anche se per fortuna non era questo il caso, gli elettrodi, due lunghi “spuntoni” metallici, sono in grado di rilasciare la scossa e possono lacerare la pelle e causare ferite sul collo dell’animale.

Il cane con il collare proibito

Vista la gravità del fatto e accertato che il collare era perfettamente funzionante al momento del controllo, sia il cane che il collare sono stati posti sotto sequestro penale da parte delle Guardie Zoofile. Sebbene questo strumento sia facilmente acquistabile – tanto da essere presente su diversi portali di vendita online e in diversi negozi fisici– la legge ne vieta l’utilizzo. Lo strumento può infatti determinare, oltre all’ovvio dolore causato dalle scariche elettriche, anche una condizione di persistente timore e di depressione nell’animale che lo indossa, tale da determinare un vero e proprio maltrattamento. Il proprietario, arrivato sul posto poco dopo, è stato denunciato per i reati di maltrattamento di animali ai sensi dell’art. 544 TER e detenzione del cane in condizioni incompatibili con la sua natura, fattispecie disciplinata dall’ art. 727 Codice Penale.

La legge – osservano le Guardie zoologiche – considera l’uso dei collari elettrici incompatibile con le caratteristiche etologiche dell’animale, perché provoca sofferenze, spesso anche gravi, come ha confermato in numerose sentenze anche la Corte di Cassazione. “Purtroppo la diffusione di tali metodi – sottolineano le Guardie – è diffusa nella provincia di Rimini. Non più tardi di un mese fa è stata denunciata un’altra persona, sempre per l’utilizzo del collare elettrico. La convinzione è che, utilizzando questo apparecchio, l’animale venga “educato” in minor tempo e ottenendo risultati migliori, ma è esattamente il contrario. Consigliamo invece di affidarsi al proprio veterinario o ad un educatore cinofilo che sarà in grado di aiutare il proprietario del cane ad individuare quali possono essere le problematiche o le esigenze che manifesta ma che, in alcuni casi, il padrone non è in caso di comprendere”

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