Rimini, ciao Alpini: “Finite le scorte di birra e grappa”

Registratori di cassa impazziti, cassetti pieni e spinatori vuoti: la 93ª Adunata nazionale degli Alpini ha fatto davvero boom e fra i titolari di pub e bar c’è chi parla di ritorno agli anni ‘80. «Ci hanno lasciato a secco», questo il refrain che si respira più o meno ovunque, anche se c’è chi è stato un po’ penalizzato dai fattori contingenti.

Provviste da Notte Rosa

«E’ andata indubbiamente molto bene, pur non essendo stati aiutati dalla pioggia di giovedì e venerdì. Con il fatto che il maxi raduno mancava da due anni c’è stato super afflusso, ma Rimini ha il vantaggio di essere tarata e abituata ad assorbire flussi di questo genere e noi che in quanto multinazionale avevamo uno storico per aver già servito l’evento in altre città come Milano o Trento, avevamo calibrato le forniture ai locali in base alle loro caratteristiche e non ci aspettiamo dei gran resi» rivela Christian Bizzo, responsabile di zona di Partesa, che nel giochino dei raffronti con gli altri appuntamenti di punta del territorio spiega: «Quello di questi giorni è un flusso diverso rispetto a eventi come la Notte Rosa o il Ferragosto che toccano anche i Bagni e tutte le attività, sicuramente soprattutto sui consumi di birra sposta gli equilibri».

Impennata nei consumi

Un bilancio in linea con quello di Massimo Taddei, titolare dell’omonima azienda grossista di alimentare e bevande con sede a San Marino. «E’ andata ancor meglio del previsto: con il tempo brutto ci si era avviliti ma fra venerdì e sabato è stato boom ovunque. Ho tantissimi clienti che hanno finito scorte superiori a quelle della Notte Rosa: i consumi sono andati molto bene e i clienti sono sfiniti, ma contenti. Per il movimento è stata meglio della Notte Rosa: birra a fiumi, alcolici, vino, grappa e facendo un giro in bici c’era veramente una fiumana di gente e poco traffico. Anche turisticamente è stato un boom»

Da mattina a notte

Dal fornitore al consumatore, il tour del giorno dopo nei locali della Riviera parte dal Rose & Crown di un entusiasta Alduino “Richard” Di Angelo «Ci hanno fatto pedalare molto, ma è stata una gran bella festa che ha fatto del bene a tutta Rimini. Abbiamo avuto movimento continuo, giorno e notte: aprivamo alle 9.30 ed erano già in fila per la birra. E’ stato anche un esperimento per tutti organizzarsi senza uno storico, io ad esempio ho chiamato del personale in più ma ne è valsa la pena: avevamo in pratica quattro aree bar con quelli esterni e se ne sono andati di 200 fustı» spiega. Facendo due conti significano 6000 litri di bionde e rosse, qualcosa come 15.000 birre medie. «C’è stato anche più movimento di una Notte Rosa, soprattutto diverso, perché gli alpini fanno lavorare di continuo tutto il giorno e la notte. Ci auguriamo tornino e se accadrà anche fra cinque anni saremo pronti a riaccoglierli».

Niente personale di sicurezza

Segno super più anche per Fabio Ubaldi dal neonato Birrodromo riminese: «Con il bel tempo sarebbe stato incredibile, ma anche così è stata super: abbiamo lavorato benissimo e siamo stati invasi per qualche giorno. Avevamo creato uno spazio esterno per far stare gli alpini anche all’aperto visto che i gradi in meno non li spaventano di certo ed è andata proprio così. Il personale alla sicurezza che avevamo assunto per l’occasione? Con loro non serve, perché è una clientela top: consuma, non fa disordini e fa intrattenimento compensato».

L’invasione

Più che soddisfatto lo è anche Giuliano Lanzetti del Bounty: «E’ una clientela che si organizza anche con tende e camper a differenza di quelle che vivono praticamente nei locali, ma siamo stati letteralmente invasi: i due tank da mille litri l’uno li hanno polverizzati e ci va aggiunto un altro centinaio di fusti di nostro». In questo caso i litri sono quindi 5000, con altre 12.500 birre medie spinate. «Siamo aperti da mezzogiorno a tarda notte e devo dire ci hanno fatto lavorare più di una Notte Rosa o un Ferragosto che sono molto più serali: si era sparsa la voce e moltissimi venivano anche per la nostra Carbonara a tutte le ore. E’ stata un’esperienza molto bella e unica per Rimini».

Bomboloni in quantità

Federico Bordoni, uno dei due giovani creatori e soci di Birgo Burgher era invece in Piazzale Fellini: «Abbiamo testato il nuovo carrettino dei bomboloni che esordirà ufficialmente a Balconi Fioriti nel fine settimana: rimi due giorni il brutto tempo ha un po’ frenato, poi fra sabato e domenica siamo stati invasi e se ne sono andati oltre 2000 Bombobirgo».

Un tuffo negli anni ‘80

Il tour si chiude fra il Borgo San Giuliano e il Borgo San Giovanni, dove i commenti sono altrettanto iper positivi. Apre la fila Marco Casadei, titolare della ‘nuova’ Bella Epoque di via 23 Settembre: «Abbiamo stralavorato soprattutto il sabato, ma che sabato! Siamo stati invasi dalle 6.30 per le colazioni alle 18.30 e abbiamo esaurito gli otto fusti che pensavamo fossero più che sufficienti. Sono dovuto andato a cercarne altri due, prosciugati fra la sera e la domenica. Senza contare le montagne di piadine e panini, è andata davvero benissimo. E poi sono clienti simpatici, coinvolgenti, ci ringraziavano dell’accoglienza e di come è godibile la città fra aree verdi e zone pedonali e ciclabili. Era dagli anni Ottanta che non vedevo una cosa così, tanta gente in giro».

I rinforzi con il personale

Al Peacocok a due passi dal Ponte di Tiberio avevano chiamato rinforzi e oggi dicono “per fortuna”. «Per darci una mano abbiamo assoldato una quindicina di persone fra amici, ex dipendenti e genitori, con le mamme in prima fila: giovedì e venerdì purtroppo ha fatto brutto tempo, ma sabato è stata l’apoteosi. Un clima bellissimo, gente ovunque come in due Notte Rosa messe insieme, clienti festosi e bevitori. E’ stata una boccata d’ossigeno fatta di allegria e super lavoro: basta un dato, ci hanno scolato 45 fusti solo di birra».

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