Rimini. Chiese, moschee e sinagoghe: per pregare serve il parcheggio

Rimini. Chiese, moschee e sinagoghe: per pregare serve il parcheggio

Se manca il parcheggio, non si può pregare. Lo stabilisce la variante al “Rue” presentata ieri mattina in commissione. La novità è dedicata ai luoghi di culto, dalle chiese alle moschee, la cui costruzione non sarà autorizzata in assenza di servizi primari, a cominciare dagli spazi in cui lasciare le vetture. Inutile fare finta di niente, si tratta (anche) di una risposta alle polemiche che a cadenza regolare chiamano in causa la “moschea” a Borgo marina, luogo inadatto a ospitare centinaia di fedeli, costretti a pregare sui marciapiedi di corso Giovanni XXIII. L’assessora all’urbanistica Roberta Frisoni, lo precisa subito: quella non è una moschea, ma un centro culturale.
La variante ha iniziato il suo percorso ieri mattina in commissione, l’obiettivo è approvarla entro sei mesi. I campi d’intervento sono molteplici: recupero del patrimonio edilizio esistente, destinazioni d’uso, zone agricole. Le modifiche sono necessarie, perché il Comune ha approvato Psc e Rue nel 2016, ma la pratica quotidiana ha messo in mostra alcune questioni da sistemare. In sintesi: non è così semplice intervenire sull’esistente.
Allora. La variante mette in campo incentivi volumetrici ad hoc per le riqualificazioni energetiche e sismiche. Sono previsti quattro step di premialità costruttive nell’ordine del 5, 10, 15 e 20 per cento. Si propone poi di incrementare gli incentivi passando dal 5 al 10 per cento negli ambiti residenziali, produttivi e agricoli, infine dal 5 al 20 per cento nell’ambito turistico (hotel). Tali incrementi, applicabili alla superficie complessiva, saranno ammessi anche sugli edifici esistenti con superficie complessiva di consistenza superiore a quella massima. Verranno premiati i miglioramenti energetici, sismici, sulle barriere architettoniche e igienico-sanitari.
Viene inoltre introdotta una deroga dai 15 ai 20 centimetri nelle distanze tra gli edifici, senza generare volumi aggiuntivi, per gli interventi con “cappotto termico” e per i miglioramenti sismici con cerchiature.
Un altro tema, ha aggiunto Frisoni, riguarda la «maggiore flessibilità nelle destinazioni d’uso», dato che al momento le zone artigianali risultano troppo rigide. Stesso concetto per le aree verdi pubbliche. Al momento precisa l’assessora, «ci sono limiti che scoraggiano l’insediamento di attività», come i magazzini e i centri si smistamento degli acquisti online.
Sul fronte delle zone agricole, la variante punta ad «accompagnare meglio i piani di sviluppo industriale, con la possibilità per esempio di aumentare il numero di unità immobiliari, attraverso il frazionamento», in base al «raggiungimento di obiettivi di riqualificazione».
La Regione, ricorda Frisoni, chiede anche una revisione degli oneri legati all’edilizia e la relativa delibera sarà pronta entro settembre. La variante al Rue pone dunque le basi per il processo, monetizzazioni comprese che saranno «più vicine a valori reali, senza fare da ostacolo alle riqualificazioni».

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