RIMINI. Con lettera indirizzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla  Capitaneria di Porto di Rimini e inviata in data 14 agosto 2020, il Comune di Rimini ha provveduto a richiedere una serie di integrazioni riguardo al procedimento di autorizzazione unica per la realizzazione e l’esercizio della centrale eolica offshore “Rimini” (330 MW) e delle opere connesse, al fine di esprimere  il parere del Comune di Rimini entro i 90 giorni di tempo indicati dalla procedura. Il Comune di Rimini, in qualità di ente direttamente interessato dalle opere in questione, sia per la richiesta relativa allo specchio acqueo prospiciente il proprio territorio, sia per la collocazione delle opere connesse da realizzare a terra, chiede dunque ulteriori chiarimenti, su diversi settori di competenza, principalmente su aspetti legati al turismo, demanio marittimo e pesca e sugli aspetti paesaggistici.

Argomenti:

centrale

eolico

rimini

1 commento

  1. La questione dell’ambiente in Italia è sempre stato un punto essenziale per migliorare la qualità della vita.
    I finanziamenti che lo Stato italiano a emanato durante le finanziarie non sono stati forse sufficienti a soddisfare l’inserimento delle nuove tecnologie, per migliorare il sistema.
    Ad oggi si è visto che tante città soffrono della smog, provocato dalle automobili e dai mezzi di trasporto.
    Problemi che a mio avviso i governi italiani hanno poco sviluppato, per dare all’Italia la migliore vivibilità al nostro ambiente.
    L’eolico è un sistema che funzione, si veda i paesi nordici come la Norvegia, la Svezia che hanno fatto politiche di un sostegno vivibile all’ambiente.
    L’eolico ad esempio nella Regione Puglia vi sono dei territori dove sono istallati queste tecnologie e anche all’argo dei mari, nel nord Europa sono stati istallati.
    Da come si evince da questo articolo, anche la città di Rimini sta valutando questo sistema, da collocare all’alargo del nostro mare,Adriatico.
    Certo c’è un agguerrito Vittorio Sgarbi, è certamente stato un oppositore di questi progetti sia sui terreni, sia sul mare, per il semplice motivo del cosiddetto patto ambientale.
    Certamente questo è un tema molto dibattuto e molto agguerrito.
    Pero c’è da dire anche che l’Italia a fatto ben poco per salvaguardare il nostro territorio, specialmente sulla nostra riviera, gli abusi edilizi sono stati di gran lunga effettuati, senza nessuna regola e senza nessun controllo per il patto ambientale.
    Sgarbi, persona di intelletto Storico dell’Arte e di cultura lo sa benissimo.
    Non so effettivamente nei prossimi anni le politiche dei nostri governi che verranno, certamente bisogna che si sveglino, ma che si sveglino in modo positivo e non avere sempre l’idea di usare il denaro pubblico solo per interessi di partito o di interessi personali, ma usare i finanziamenti statali che poi sono soldi dei cittadini italiani, per il bene dell’Italia e non di un singolo politico o singolo partito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *