Rimini, caso Pol. Riccione, Gori dai Carabinieri: “Effetti personali spariti dall’ufficio”

Una lunga collezione di coppe, medaglie, ma anche una chiavetta con centinaia di nominativi e codici di carte di credito, oltre a diversi effetti personali. «Tutto sparito dal mio ufficio», sostiene il proprietario al telefono con i carabinieri a cui si rivolge per fare una denuncia. Sono i contorni dell’ultimo capitolo della battaglia, senza esclusione di colpi, che sta coinvolgendo la Polisportiva Riccione. A fare il 112 è stato Giorgio Gori, lo storico consigliere della stessa associazione, espulso dopo 40 anni perché accusato di avere troppi rapporti con quella che è reputata una nemica, ovvero l’amministrazione comunale. È lui che l’altro giorno si presenta nel suo ormai ex ufficio di via Monte Rosa per portare via ciò che gli resta e si trova davanti a una scena inaspettata: «Stavano cambiando la serratura perché io non potessi più entrare ma quello che è peggio è che all’interno della stanza tutti i miei effetti personali erano spariti: stiamo parlando di coppe e medaglie raccolti in decenni di attività a cui sono legatissimo, ma anche di una chiavetta al cui interno ci sono i codici delle mie carte di credito e i nominativi di centinaia di persone, tutta roba mia che è sparita all’improvviso».


Le chiavi dell’impianto


Gori lo spiega dopo essere stato raggiunto al telefono e chiarendo che in quel momento è rimasto «sconvolto per quello che stava accadendo, anche perché davanti alla mia richiesta di spiegazione mi è hanno risposto che avrei dovuto restituire le chiavi dell’impianto natatorio». L’ex consigliere a quel punto ha deciso che «non c’era altro da fare se non prendere il telefono e chiamare i carabinieri, per chiedere un intervento immediato». I militari sono quindi arrivati in breve tempo e a quel punto Gori ha raccontare per filo e per segno quanto era appena accaduto: «Ma non è finita lì, perché davanti a questa che reputo una cattiveria gratuita che poteva essere evitata ho deciso di andare sino in fondo e sono voluto andare in caserma assieme ai militari dell’Arma per presentare una regolare denuncia». L’ultimo colpo di scena, insomma, in questa vicenda che, con ogni probabilità, riserverà altri colpi di scena nei prossimi giorni.

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