Rimini. Carim, la memoria del generale blocca l’udienza preliminare

Una corposa memoria in cui il generale Enrico Cecchi ed i 22 azionisti dell’allora Carim, attraverso l’avvocato Davide Lombardi chiedono la riqualificazione del capo d’imputazione. La richiesta del Codacons di potersi costituire parte civile.

Sono le due “novità” che accogliendo le richieste della difesa hanno costretto il Gup Benedetta Vitolo ad aggiornare al prossimo 19 aprila l’udienza preliminare in cui dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno l’ex presidente Carim il professor Sido Bonfatti e l’ex direttore generale di piazza Ferrari Alberto Mocchi. Aggiotaggio continuato in concorso l’unico reato contestato dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi ancora in piedi: un secondo è stato coperto dalla prescrizione.

Ai due manager difesi rispettivamente dagli avvocati Moreno Maresi (Mocchi) e Tommaso Guerini (Bonfatti) il pubblico ministero contesta di aver fornito non solo agli azionisti ma addirittura ai componenti del Consiglio di amministrazione e al Collegio dei revisori in carica una falsa rappresentazione finanziaria e della stabilità patrimoniale dell’istituto, relativamente ai bilanci d’esercizio 2013 e 2014. La seconda contestazione fa riferimento alla diffusione di notizie non vere attraverso due comunicati stampa. Il primo, fa riferimento al bilancio 2014, dove veniva definito “fenomeno giudicato eccezionale e non ripetibile” le rettifiche al valore dei crediti mentre per il pubblico ministero era invece ben chiaro che «si trattava di verifiche parziali» perché i correttivi da portare erano molto più importanti. Nel secondo, quello relativo all’ispezione della Banca d’Italia, invece, agli allora presidente e direttore generale di Carim è contestato di essersi dimenticati di spiegare come gli ispettori avessero «richiamato la banca sull’assoluta necessità di procedere a un incremento del capitale sociale di non meno di 100 milioni di euro». Come avvenuto nel primo processo sul crac della Carim, tutto potrebbe essere cancellato dalla prescrizione cosa molto più difficile nel caso di riqualificazione del reato in falso in bilancio. In questo caso la prescrizione slitterebbe al 2025.

Processo d’appello

In attesa di sapere gli sviluppi di questa seconda vicenda giudiziaria la Corte d’Appello di Bologna ha fissato per il 20 settembre la data del processo d’appello. Era il 21 febbraio del 2018 quando il presidente Manuel Bianchi leggeva la sentenza con cui assolveva tutti i 19 imputati alla sbarra.

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