Rimini, caos scuola, allarme sindacati: mancano 200 insegnanti

Caos scuole: manca un insegnante su sei, ovvero quasi duecento. Sindacati in allarme anche per segretari e collaboratori scolastici. Non è ancora suonata la prima campanella ma il ritorno sui banchi si preannuncia complicato. A segnalare le prime criticità dall’infanzia alle superiori, dallo Snals è Domenico Cucchetti. «Su 1270 nomine manca all’appello il 15% dei docenti», spiega definendola una percentuale «in crescita costante».

Le cause

Tra i motivi della rinuncia annovera le cause da mettere in conto ogni volta, «dalle malattie alla maternità», oltre alla delusione di chi si aspettava «una scuola più vicina a casa o un contratto più lungo». Un nodo su cui, chiarisce Cucchetti, hanno avuto un peso le modalità per esprimere le preferenze. I docenti hanno dovuto scegliere alla cieca, prima che uscissero le disponibilità, ossia le sedi e tutti i contratti in elenco dall’incarico fino al 31 agosto fino a quelle più brevi, i cosiddetti spezzoni. «Occorreva compilare online tutte le 150 preferenze, anche gli spezzoni o gli istituti più isolati, altrimenti – dice il sindacalista – quando l’algoritmo arrivava alla posizione del docente senza trovarlo in quella preferenza, lo considerava rinunciatario. Perciò si rischiava di essere esclusi, nonostante un punteggio più alto di altri colleghi», chiarisce. Oltre al danno la beffa dunque. E nel computo delle uscita di scena, non mancano i docenti di ruolo che vanno a insegnare in un’altra classe di concorso, passando ad esempio dalla scuola primaria all’insegnamento alle Medie: un’opportunità prevista dall’articolo 36 del contratto scuola. «Per attuarla, prosegue ancora Cucchetti, basta chiedere l’aspettativa nel proprio posto di ruolo, purché non si sia richiesto il trasferimento, che prevede un blocco di tre anni». Ultimo caso sul tavolo: non tutti i nominati hanno il titolo richiesto, è il caso «del Liceo musicale che non riesce a trovare nessuno e forse dovrà ricorrere al personale che rientra nelle messe a disposizione, le Maf». In generale la situazione sarà normalizzata più avanti quando, prospetta lo Snals, l’Ufficio scolastico provvederà a nomine a più riprese fino al 31 dicembre, questa era la più corposa, – conclude – ma ne seguirà una fra 15-20 giorni».

Personale amministrativo e Ata

In linea la referente scuola per la Cgil Simonetta Ascarelli: «La coperta è sempre troppo corta. Oltre alla piaga del precariato, resta quella del personale sotto organico tra assistenti amministrativi e Ata», fa presente. A pesare sul versante collaboratori scolastici è il venir meno dell’organico Covid, numeri che, seppur variabili da scuola a scuola, «sarebbero utili» per la vigilanza e la sanificazione. «È un dramma, – rimarca Cgil – basti pensare alle scuole dell’infanzia, o agli Istituti con più plessi dislocati a distanza che rischiano turni impossibili». Un’altra difficoltà ? «Le procedure concorsuali sono state gestite così male da non aver permesso la stabilizzazione degli insegnanti», rincara menzionando il primo concorso straordinario targato Azzolina «iperselettivo e dalle procedure complicate» e quello ordinario dell’era Bianchi che d’estate ha fatto registrare «una marea di errori, con il risultato che – conclude – tanti saranno precari per un altro anno».

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