Rimini. Scuola: “Caos graduatorie, poco personale per gestire le domande”

Graduatorie per l’assegnazione dei supplenti in tilt, mancata attribuzione di punteggi per i titoli informatici. La Cgil Rimini scende in trincea. «Siamo pronti al ricorso al Tar», dichiara il sindacato evidenziando «il contingente insufficiente per esaminare la mole di domande». Intanto il provveditore Mario Maria Nanni, secondo la Cgil, ha fatto presente ieri che «sta valutando la fattibilità della revisione delle 15mila posizioni, quasi tutte errate, in tempo utile per le nomine».

Vite sospese

Nel cuore dell’estate i docenti precari in cerca di risposte sul futuro prossimo, vedono pendere l’ennesima spada di Damocle sulle loro teste. Per gli errori commessi da una ventina di scuole incaricate di stilare le graduatorie, alcuni non riceveranno infatti l’agognato ruolo, altri non lavoreranno affatto, altri ancora si troveranno a lavorare sul sostegno ma senza l’abilitazione. Tutti col fiato sospeso quindi in attesa di rettifiche che, se ritoccate ad anno scolastico in corso, toglieranno certezze anche agli studenti per l’avvicendarsi continuo di nuovi insegnanti.

Nel valzer delle incertezze i prof riminesi puntano il dito sulle strade diverse prese da uffici scolastici della medesima provincia, quindi sotto l’egida dello stesso provveditore, Mario Maria Nanni. Nel dettaglio Forlì-Cesena ha riconosciuto valide le certificazioni informatiche che Rimini ha snobbato. Un fenomeno che la Segretaria generale Flc Cgil Rimini Simonetta Ascarelli attribuisce «a un mancato coordinamento tra uffici che ha prodotto danni a catena perché i docenti che hanno investito in uno o più corsi di formazione per migliorare la posizione in graduatoria aspirando a un contratto migliore si troveranno invece a concorrere con punti in meno».

Oltre al danno la beffa.

L’altra questione, aggiunge la sindacalista, è che gli errori commessi dagli istituti scolastici interessano anche altri titoli come i master, il che – rincara – ha contribuito «a amplificare il caos». Intanto nota che «le radici del problema derivano dal mancato investimento nel pubblico impiego degli ultimi 30 anni che ha così depauperato di risorse gli uffici da rendere impossibile per loro la gestione delle procedure».

Entrando nei dettagli la sindacalista avverte poi che «sono soltanto due i funzionari che in un mese e mezzo dovrebbero valutare 15mila documenti», a tanto ammonta la platea di precari. Fa presente inoltre che, nell’incontro di giovedì scorso, aveva chiarito che non era corretto seguire il decreto del 2017, visto che due successive ordinanze allargavano le maglie del riconoscimento di titoli informatici. Pur tenendo vivo il confronto con il provveditore, se l’amministrazione non si farà carico concretamente del problema, lasciandoci nel limbo, – non la manda a dire – siamo pronti a presentare un ricorso gratuito per i nostri iscritti al Tribunale amministrativo regionale o al giudice del lavoro».

Ma resta un nodo: «Il ricorso non darebbe infatti risposte in tempi immediati», per cui si tenta di risolvere il problema, perché la prima campanella suoni per tutti. Nell’attesa qualcosa sembra ammorbidirsi. In una telefonata intercorsa ieri tra la segretaria e il provveditore, quest’ultimo ha spiegato che «l’ufficio scolastico ha aperto a una rettifica in tempi brevi come auspicato prima di far girare l’algoritmo». Di seguito torna a ribadire che se l’amministrazione nei prossimi 4-5 giorni non le confermerà «la rettifica di tutte le posizioni prima dell’assegnazione degli incarichi, Cgil andrà avanti sulla strada del ricorso».

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