Rimini. Canoni pertinenziali, dietrofront del governo

Canoni pertinenziali, tutto da rifare, i maxi aumenti tornano al loro posto. La Ragioneria dello Stato boccia la soppressione decisa pochi giorni fa (all’unanimità) dalla commissione bilancio alla Camera. E tutti protestano: dai concessionari agli amministratori, fino ai politici.

La rabbia di Gnassi

Il primo è il sindaco Andrea Gnassi. In sintesi: si colpisce e si affonda un intero settore in bilico da 13 anni. «Non è solo una figuraccia, non è solo una vergogna – tuona -. È il segno di un disinteresse totale nei confronti di 300 imprese, migliaia di lavoratori. È uno schiaffo a imprenditori, lavoratori, sindaci, Anci che avevano scritto e proposto l’emendamento, e uno sfregio verso i parlamentari di ogni schieramento che lo avevano votato. Addirittura non è stata concessa neanche la proroga a “congelare” i canoni, almeno per il tempo di riprendere la cosa. Bocciatura e basta. Un devastante blitz al solo scopo di distruggere imprese e occupazione».

Le problematiche di copertura finanziaria che «parrebbe siano state invocate sono assurde – rimarca il primo cittadino – considerato che gli importi mantenuti a residuo sul bilancio dello Stato non ci sono, al contrario di contenziosi vinti dagli stessi concessionari». Qui si dà il «colpo di grazia a chi anni fa è stato già messo nelle condizioni di non poter pagare un canone decuplicato dalla sera alla mattina e che ha già portato sull’orlo del fallimento tanti».

Il sindaco infine chiede ai «parlamentari tutti di insistere nel convincere della necessità dell’emendamento».

“Guai a fidarsi”

«Dare fiducia a questo governo è impossibile. Siamo increduli». Lo affermano i parlamentari della Lega, Jacopo Morrone ed Elena Raffaelli. «Non abbiamo parole di fronte alla maggioranza di governo – aggiungono gli esponenti del Carroccio – che prima ha illuso queste persone per poi farle ripiombare nella disperazione, adducendo, tra l’altro, come sembra, ragioni infondate di mancanza di coperture economiche. Ma questa volta non passa. Dovranno chiarire quali siano le vere motivazioni di questo clamoroso passo falso, segno di debolezza, confusione e, soprattutto, di incompetenza. È evidente che il Paese con questo governo va allo sfascio, prima li mandiamo a casa meglio sarà per tutti».

I concessionari

Oltre che concessionario (Coconuts) Lucio Paesani rappresenta il Consorzio del Porto e contesta l’alibi della mancata copertura economica. «È falso dire il contrario. Il 30 per cento lo pagavano i concessionari e il 70 si recuperava dall’aumento a carico dei minimi. È scandaloso quello che è successo».

Europa Verde Rimini ribadisce la determinazione nel voler contrastare i cambiamenti climatici. «Sul tema delle rinnovabili e della transizione energetica – recita una nota – abbiamo apprezzato la posizione di diversi amministratori, specialmente del presidente della Provincia, Riziero Santi, che ha dichiarato la necessità imprescindibile che anche questo territorio debba fare la sua parte. Per passare dal 3,4% di energia prodotta da fonti rinnovabili al 100% nel 2035, non bastano le belle parole e prima di affossare qualsiasi proposta, come quello del impianto eolico, chiediamo venga approfondita in ogni suo aspetto la valutazione ambientale e paesaggistica del progetto».

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