Rimini. Cani e urla: a Viserba la cattura delle lepri accende le polemiche

Dopo un anno di stop a causa della pandemia sono riprese le attività di cattura delle lepri sul territorio della provincia a cura dell’Ambito territoriale di caccia Rimini 1.

Prima tappa martedì nella zona di ripopolamento “Borgonuovo” a Santarcangelo, seconda ieri a Viserba nel terreno che costeggia la via Sacramora lato fascia costiera.

Il solito spettacolo di cacciatori, ieri con i cani, che sono arrivati in zona all’alba, hanno piazzato lunghe reti tra la strada e la ferrovia e poi hanno spinto verso le stesse, utilizzando i cani, urli e schiamazzi vari, le lepri impaurite. Che sono finite regolarmente contro le reti. Una scena che in molti avranno potuto seguire perché si è svolta a due passi rispetto ad una via ad alto traffico, la via Sacramora, proprio nel momento in cui molti ragazzi si recavano a scuola. Il polo scolastico di Viserba infatti è poco distante. Una scena che potrebbe aver urtato la sensibilità di qualcuno.

Le lepri catturate saranno portate nei territori di caccia dell’Atc Rimini 1 a disposizione dei praticanti dell’attività venatoria. Nel regolamento stesso della cattura sono previste agevolazioni ai cacciatori che partecipano alla battuta, sia in termini di prestazioni sia in termini di sconti sulla quota associativa.

La pratica della cattura delle lepri solleva notevoli perplessità e critiche da parte dele associazioni ambientaliste e animaliste. Da parte loro i cacciatori sostengono di aver svolto un’opera di utilità sociale, perché le lepri mangiano le coltivazioni degli orti vicini e possono finire sulla strada causando problemi al traffico. Le lepri di via Sacramora sono state catturate gratuitamente, sul mercato una coppia di lepri (spesso dell’Est) costa 150 euro+Iva.

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