Rimini. Cane sbranato dal pitbull. “Ci ha ucciso un famigliare”

Doveva essere una normale passeggiata con il cane per le vie attorno a casa. Ma Bingo, un meticcio di piccola taglia, alla sua cuccia non ci è tornato mai più. Mentre camminava tenuto al guinzaglio dal padrone lungo via Vienna, a Miramare, un pitbull gli si è avventato contro con tutta la sua furia, azzannandolo e uccidendolo. I disperati tentativi dell’uomo di frapporsi tra i due cani, nonostante l’aiuto anche di altri passanti, non sono infatti riusciti a fermare il molosso, anzi. Anche il padrone di Bingo è stato ferito dal pitbull, che non ha mai mollato la presa dalla bestiolina. Praticamente indifeso, vista la taglia, Bingo è morto dissanguato sull’asfalto.

L’uomo, residente a Miramare poco lontano dal luogo in cui è avvenuto il dramma, non ha riportato lesioni gravi, limitate fortunatamente alle sole mani.

Una scena cruenta, avvenuta sabato scorso intorno all’ora di pranzo, cui hanno assistito molte persone, richiamate dalle grida e dalle urla del padrone, che ha visto il cagnolino morirgli davanti agli occhi tra atroci sofferenze.

Allertati dai passanti, sul luogo si sono precipitati i carabinieri del nucleo radiomobile insieme ai sanitari del 118, che dopo aver stabilizzato il molosso hanno condotto il padrone ferito in ospedale.

Di fronte al cadavere del cagnolino e alle ferite alla mano dell’uomo, per il pitbull e il suo padrone sono inevitabilmente scattate alcune “sanzioni”.

In attesa della denuncia da parte del proprietario di Bingo, il pitbull morsicatore e il suo “fratello” (un secondo cane della medesima razza di proprietà dello stesso padrone) sono stati presi in carico dal servizio veterinario di Ausl Romagna, che per 10 giorni li affiderà alle cure di esperti educatori cinofili per valutare l’eventuale pericolosità degli animali e le loro condizioni di vita.

Sdegno collettivo

Quanto accaduto in via Vienna ha fatto facilmente il giro del vicinato e della città, scuotendo l’opinione pubblica e riportando in auge un tema, quello della pericolosità dei cani di grossa taglia, mai completamente assopito negli anni.

Profondamente addolorati, per i proprietari di Bingo, è stato «come perdere un membro della nostra famiglia». Lo choc e lo sdegno, inoltre, sono accresciuti proprio dalla dinamica con cui è avvenuta l’aggressione del cagnolino.

«Mio padre – racconta la figlia – stava camminando lungo la strada con Bingo al guinzaglio, quando improvvisamente, scappando da un campo vicino, uno dei due pitbull si è avventato sul nostro cagnolino con una violenza mostruosa». «Bingo non era incustodito, non era solo – rimarca – era insieme al suo padrone, e nemmeno questo ha impedito che avvenisse la tragedia». Il padrone del pitbull, stando al racconto della giovane, non avrebbe fatto in tempo a scendere dalla macchina in cui era ancora seduto e a raggiungere il molosso. «Lo ha chiamato – dice – ma non è servito a niente. E oggi Bingo non c’è più».

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