Se si digita “Rimini” nella casella di ricerca di Trivago, di Booking o di Expedia, e poi si clicca “cerca”, appaiono sullo schermo decine e decine di risultati. Anche se come data di arrivo si mette domenica 11 agosto e come partenza domenica 18, proprio la settimana del Ferragosto. E se di fronte al mancato pienone le reazioni degli albergatori sono diverse, passando dal «sono tranquilla perché confido nel last minute» a «chissà se venderò tutte le camere», su un aspetto sono tutti d’accordo: fino a qualche anno fa, immaginarsi delle camere libere a Ferragosto era assolutamente impensabile. Un fatto eccezionale, che la presidente dell’Associazione italiana albergatori di Rimini, Patrizia Rinaldis, riconosce e collega a un malfunzionamento generale del sistema turismo in Italia. «E’ vero, gli hotel hanno ancora diverse camere libere a Ferragosto ma se anche la Sardegna, che è un paradiso terrestre, si fa pubblicità adesso sui giornali, qualcosa da rivedere, a livello nazionale, c’è».
Numeri incredibili
Mettendosi nei panni del turista che all’ultimo minuto decide di trascorrere il Ferragosto sulla riviera riminese, non si può far altro che precipitarsi su portali di ricerca come Booking, Trivago ed Expedia. Impostando come periodo la settimana dall’11 al 18 agosto e richiedendo una camera per due adulti (senza aggiungere altri filtri), ieri pomeriggio su Booking apparivano 151 risultati, su Trivago, che non fornisce un numero preciso, si aprivano 5 pagine di strutture prenotabili, mentre da Expedia risultavano disponibili 816 hotel.
Mai successo prima
Per Brunella Bordoni, titolare dell’hotel di Marina Centro “A Casamia Welcomhotel”, uno dei tanti alberghi che da Trivago risulta ancora prenotabile, la situazione di questo Ferragosto è qualcosa di «mai successo prima». «Sono 65 anni che la mia famiglia gestisce questo hotel – dichiara la titolare Brunella – e non è mai successo che a Ferragosto ci fossero camere libere». A sentire l’albergatrice, inoltre, la settimana del 15 di agosto non fa che riflettere l’andamento della stagione 2019, «una delle peggiori, purtroppo». «Penso che il calo di presenze sia dovuto a un deterioramento dell’immagine di Rimini – racconta Bordoni – il sindaco sta provando a rilanciarla, ma ci vorrà tempo, e purtroppo credo anche che la città stia perdendo la sua identità di località balneare, e di certo la “pubblicità negativa” fatta dai media sulle fogne e il divieto di balneazione non ha certo giovato». Brunella Bordoni, però, non perde l’ottimismo: «Siamo un territorio che ha mille risorse, e sono certa che torneremo sulla cresta dell’onda, perché siamo romagnoli».
A restituire un ritratto simile della stagione balneare 2019 è Francesco Nicoletti, titolare dell’hotel “Nuovo Belvedere” di San Giuliano mare, che racconta come «fino a qualche anno fa piazzavo un cartello in reception con scritto “siamo al completo” per far capire a chi si presentava di persona nel periodo di Ferragosto che era inutile che perdesse tempo a chiederci di una camera. Quest’anno, invece, ho rischiato di avere ben quattro camere libere nella settimana di Ferragosto. Dovrei venderle – precisa l’albergatore – perché sono in trattativa, ma comunque mi sono rimasti dei “buchi” per questo week end, e una cosa del genere non mi era mai successa». «Del resto – si affretta ad aggiungere Nicoletti – questa è stata la stagione in cui la crisi si è sentita di più».
Santo last minute
«Io sono tranquilla, mi sono rimaste una o due camere, che non ho dubbi di riuscire a riempire con le prenotazioni last minute» dichiara Lorena, la titolare dell’hotel Suprem di Marina centro, una delle strutture che appaiono ancora disponibili su Booking. E se oggi non stupisce più, come afferma l’albergatrice, «cinque anni fa, sarebbe stato impensabile».
Cattiva pubblicità
«Questa stagione è molto “rallentata” rispetto alle altre – dichiara la presidente di Aia, Patrizia Rinaldis – e sì, ci sono ancora diverse camere libere anche per la settimana di Ferragosto». «Arriveremo a riempirle» dice poi la presidente, confidando nel potere delle prenotazioni last minute. «Ma non è un problema solo di Rimini» puntualizza Rinaldis, puntando il dito contro il sistema Italia, «pensiamo a livello nazionale cosa sta succedendo». «Il turismo non vive più da solo abbiamo una concorrenza esagerata anche dall’estero, e noi non possiamo competere. E poi c’è il l’incertezza politica, che genera diffidenza e il potere d’acquisto delle persone è sempre più basso». In più, a dissuadere molti dal prenotare le vacanze a Rimini, secondo Rinaldis, è stata anche la cattiva pubblicità relativa alla dispersione dei liquami in mare. «Ci hanno messo alla berlina quando abbiamo uno dei sistemi fognari più avanzato a livello europeo. L’Ue continua a far pagare le multe a tante località balneari che scaricano direttamente in mare, in cui non vengono fatti gli stessi controlli che fanno da noi, e non hanno la stessa attenzione dei media». A confermare l’esistenza di camere libere a Ferragosto è poi anche il presidente di Promozione alberghiera, Antonio Carasso: «Sì, ce ne sono». «Una responsabilità è sicuramente della pubblicità negativa fatta al nostro territorio sul tema fogne e liquami in mare – ipotizza Carasso – in un momento cruciale per le prenotazioni. La notizia è stata data proprio nel momento in cui la maggior parte delle persone stava decidendo se prenotare a Rimini». «Ma i conti li faremo solo a fine stagione», precisa, perché «l’orgoglio romagnolo di albergatori ci porterà a riprenderci».

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5 commenti

  1. Mare inquinato e divieti di balneazione vi erano anche negli anni passati,pertanto non puo’ essere il solo motivo di questa disaffezione dei turisti. Vorrei invece sottolineare come la politica suicida conto i NoVax portata avanti dal sindaco di Rimini, con multe salate per chi non vaccina,puo’ invece essere il motivo principale delle disdette. Pare proprio che i novax sia parecchi di piu’ di quanto si dice.

  2. Investimenti esagerati per la rielezione del partito e niente per Rimini .
    Prodotto scadente e uniforme , insicuro e per nulla eco . Tante realtà decadenti che danneggiano l’immagine e la vivibilità di Rimini .

  3. Ma se ci sono state più presenze a luglio ecco svelato l’arcano, sono di Roma e la mia città a luglio sembrava più vuota

  4. Se il mare è quello che è, se c’è un po’ di crisi, se il servizio è alla buona perché gli albergatori pagano da strozzini a scapito della qualità, è logico che allo stesso prezzo i turisti vogliano sperimentare qualcosa di diverso, magari appena dopo l’Adriatico, o verso il sud Italia, che però non è molto meglio…

  5. Certo che sono vuote le camere, i prezzi sono lievitati a pari di Riviera Ligure e Versilia (da sempre con prezzi sopra la media), pretendete di vendere camere nuove e moderne con foto promettenti su booking, trivago & co. quando poi si arriva in struttura si scopre l’amara sorpresa: camere fatiscenti, con crepe e buchi nei muri, rumori di scarichi delle altre camere, materassi del 1915 con molle talmente sfondati che si ha paura di rimanere inghiottiti, arredamento vecchio e rotto, colazioni con cibo vecchio e scadente. Non si può spendere anche 150 euro per una notte in hotel a Rimini. Non siamo a Forte dei Marmi! Per non parlare dell’atteggiamento che è diventato insopportabile, arrogante e maleducato!!!! Dov’è finita la calda e amichevole accoglienza dei romagnoli? I ristoranti con prezzi alti che nemmeno a Milano.. di scarsa qualità! I lidi che offrono 2 lettini e 1 ombrellone per 2 ore alla modica cifra di 28 EURO!!!!!!! Ma scendete dal piedistallo che se andate avanti così vi ritroverete una città vuota! Vergogna!

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