Rimini. Cala la popolazione, più fiocchi rosa che azzurri

Popolazione in “lieve” calo nel 2020 a Rimini, un centinaio di persone in meno, ma comunque stabile oltre i 150.000 residenti, con una prevalenza di donne, 78.383 in tutto, 82 in meno, sugli uomini, 72.271 per cui 19 in meno. Il saldo migratorio è positivo per 774 unità in aumento dell’11% rispetto al 2019. Dal bollettino demografico del Comune emerge inoltre che l’età media sfiora i 46 anni, tre in più rispetto a 20 anni addietro. Sono 1.022 i neonati, sei in meno rispetto al 2019: le bimbe sono 527 e dunque 23 in più, i maschietti 495, in calo di 29. Per ritrovare un valore così basso di natalità bisogna tornare indietro al 1988 con 1.024 nascite. I decessi aumentano di 355 unità, 1.951 complessivamente. Così nell’anno della pandemia mondiale il saldo naturale è negativo per 929 unità, rispetto alle 568 del 2019. L’età media dei decessi dall’anno 2000 è cresciuta di circa quattro anni: quasi 80 anni per gli uomini e oltre 84 per le donne. La maggioranza delle persone che arriva in città è rappresentata da cittadini italiani: quasi otto su 10, di cui 95 che rientrano dall’estero e fissano nuovamente la propria dimora a Rimini, 34 dalla Repubblica di San Marino. Gli immigrati stranieri scendono a 682, un numero pari al 17,38% degli ingressi totali. Le principali nuove cittadinanze straniere sono quelle albanesi, 118, e argentine, 107. Il flusso dall’estero rappresenta un quinto dell’immigrazione in città: quattro immigrati su cinque provengono quindi da altri Comuni italiani, in particolare dalla provincia di Rimini con 1.023 arrivi, 603 dalla Regione; 385 dal settentrione, 485 dal centro e 572 dal meridione. 

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