Rimini, botte e minacce a moglie e figli

Maltrattava da anni la moglie e i figli. Dopo l’ennesimo episodio di minacce di morte, di violenze sia fisiche che psicologiche, la consorte ha trovato il coraggio di denunciare alle autorità tutti i soprusi subiti. All’uomo, già sottoposto alla misura di allontanamento dal nucleo famigliare, il gip Benedetta Vitolo ha imposto ora la libertà vigilata, oltre all’obbligo di sottostare alle cure e alle indicazioni del programma terapeutico. Il marito, infatti, che fino allo scorso gennaio risiedeva insieme alla moglie e i due figli, un maschio e una femmina, in un comune della Valconca, soffre di gravi disturbi psichiatrici e già da tempo era in cura presso il Centro di salute mentale di Riccione.

Gli atti violenti e persecutori dell’uomo nei confronti della moglie, così come dei figli, sarebbero esplosi lo scorso autunno, quando l’uomo, proprio a causa dell’infermità psichica, ha perso il posto di lavoro. Così, gli episodi di minacce di morte, anche brandendo il coltello da cucina, le percosse alla testa e al volto della moglie e della figlia sono cresciute in intensità e in frequenza, spingendo così la donna a denunciare tutti quei maltrattamenti che andavano avanti da anni. In particolare, è il 22 e 23 dicembre scorso l’uomo avrebbe dato sfogo a quegli atti così violenti che hanno convinto la moglie a raccontare tutto ai carabinieri di Riccione. In quell’occasione, infatti, l’uomo avrebbe percosso la moglie prendendola per il collo e sbattendola al muro, tirandole addosso una sedia e colpendola con schiaffi e pugni in testa. Le violenze, inoltre, non hanno risparmiato neanche i figli, che, in particolare la ragazza, sono stati aggrediti venendo colpiti alla testa e alla schiena. Eventi, questi, che non erano insoliti nel nucleo famigliare, tanto che la madre insieme ai figli già diverse volte in passato erano stati costretti a scappare di casa e rifugiarsi dai parenti per fuggire alla furia del padre. E le minacce e le intimidazioni non sono finite neanche dopo il provvedimento di allontanamento, quando l’uomo era stato affidato alle cure della madre. Di frequente, infatti, la moglie e i figli si sono trovati a respingere minacce e intimidazioni, nonostante l’uomo fosso sotto esplicito divieto di mettersi in contatto con i famigliari. Proprio in considerazione dei gravi indizi di colpevolezza e della pericolosità dell’uomo, la gip Vitolo ha disposto ora la misura cautelare della libertà vigilata, con l’obbligo di seguire i percorsi terapeutici che l’uomo, in passato, aveva spesso disatteso.

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