Rimini. Botte alla ex, sequestrata la Lamborghini

«Nei due anni insieme mi ha scucito non meno di centomila euro, tra regali lussuosi, interventi di chirurgia estetica e affitto delle case di Milano e Riccione: io non potevo fare a meno di lei, ma lei pensava solo ai miei soldi».

È accusato di maltrattamenti e lesioni, ma non è intenzionato ad ammettere niente il broker finanziario britannico, di origine mediorientale, arrestato dalla Squadra mobile sotto casa della ex fidanzata a Rimini mentre minacciava di dare fuoco all’abitazione dove lei aveva trovato riparo. In aula legge per quasi un paio d’ore un memoriale in inglese nel tentativo di confutare la lunga lista degli episodi che la donna ha raccontato ai poliziotti. Nega le botte, nonostante i segni che la ragazza porta su di sé. «Sono frutto di gesti di autolesionismo o conseguenze non volute del tentativo di contenere le furibonde scenate nel corso delle quali spaccava tutto». L’uomo sostiene che persino l’ustione al braccio con il ferro da stiro, risalente a un periodo precedente alla fine della relazione, fosse dovuta a un semplice incidente domestico. «Mi ha denunciato solo perché, quando anche io mi sono convinto che dovevamo mettere fine alla storia, lei non ha ottenuto tutto quello che pretendeva. Prima ha provato a trattenersi un orologio da 45mila euro che mi sono fatto restituire, poi avrebbe voluto per sé la Mercedes che le avevo prestato per muoversi tra Milano e Rimini dove vivono i genitori».

Il giudice Vinicio Cantarini alla fine dell’udienza gli ha concesso gli arresti domiciliari nella sua casa di Milano (l’uomo risiede a Londra e gestisce un fondo di investimento internazionale). Al cittadino britannico, difeso dall’avvocato Giordano Varliero, la Squadra mobile su iniziativa del pm Davide Ercolani ha invece sequestrato la Lamborghini Huracan, l’auto sulla quale si era fiondato a Rimini per l’ultimo tentativo di aggressione.

La donna, assistita dall’avvocato Umberto De Gregorio, nella querela ha raccontato di avere scelto la fuga perché terrorizzata dal crescendo di violenza dell’ex fidanzato. Le violenze sono documentate, nota il giudice nella sua ordinanza di convalida dell’arresto. Le presunte «scenate» di lei «motivate, forse, anche da rivendiche e tornaconti economici – scrive il giudice – non alterano la posizione di vittima della donna che ha subito soprusi psicologici ancor prima che fisici, che l’hanno indotta a sopportare la relazione, e la convivenza, in un clima di costante sofferenza».

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