Rimini. Boom di tradimenti: “Si scoprono sui social, in agenzia almeno dieci chiamate al giorno”

«Le mogli tradite? Arrivano all’agenzia investigativa con l’indagine già svolta sui social». Nel dopo pandemia si registra l’impennata delle scappatelle extraconiugali ma le partner tradite sono già corse ai ripari. Quando si siedono davanti all’investigatore prescelto per produrre prove documentali che dimostrino l’illecito della loro “dolce” metà, conoscono già il nome dell’altra ed i principali dettagli della sua vita, dalla professione ai passatempi, senza tralasciare neanche il telefilm preferito. Niente sfera di cristallo, né pedinamenti nottetempo, beninteso, solo qualche clic furtivo sui social, monitorando like e commenti del coniuge. Un’operazione che per andare a buon fine spesso non necessita neppure della conoscenza delle password abituali, ma solo di una buona dose di fiuto investigativo e scaltrezza.

Boom di richieste investigative

Da “Abax investigazioni” il titolare Alessandro Giuliani conferma l’esplosione delle richieste di intervento nel post pandemia. «Riceviamo una decina di chiamate al giorno e se ne concretizzano 6 o 7», puntualizza registrando un deciso incremento rispetto all’ultimo biennio e con un bel «più 20-30% in estate». Precisa poi che le mogli tradite non arrivano in lacrime, «ma ben informate». Tradotto. Conoscono nome e cognome del terzo incomodo e tutto quel che i social possono raccontare di una persona, «persino il tipo di auto che possiede. Hanno già svolto l’indagine e – commenta Giuliani – a noi basta solo fare goal. Le donne vedono sempre più lontano e spesso arrivano con il sospetto fondato che il consorte frequenti un altro uomo». Scandaglia infine le cause del cambiamento. «C’è molto euforia e voglia di evasione rispetto al passato, il Covid ha amplificato i tradimenti, portando alla luce ciò che era latente, con un aumento incredibile di separazioni e nuovi matrimoni». Le coppie sono scoppiate, prosegue ancora Giuliani, «anche per le convivenze obbligate dai vari lockdown dove la gestione del cellulare è divenuta complicata per chi aveva un’altra relazione. C’è chi si è separato senza ricorrere a indagini, mentre altri ci hanno conferito l’incarico». A non cambiare sono invece le strategie delle coppiette clandestine: «Pin e contro pin, telefonino sempre incollato alla mano anche di notte o messo via appena l’altro entra nella stanza, luoghi di ritrovo appartati».

Le indicazioni precise

Intanto a sentire per prime il campanello d’allarme, aggiunge ancora il titolare, sono soprattutto le mogli tradite, «che costituiscono circa l’80% della clientela». Quanto a chi varca la soglia dell’agenzia, «al 90-95% ci aveva visto giusto, – riconosce – mentre nella percentuale restante si trattava solo di gelosie o della fine della relazione tout court». In linea Dario Caldelli dell’agenzia investigativa “A-Z”. «Chi è tradito arriva fornendo indicazioni precise grazie al cellulare, non mediante rivelazioni di amici o conoscenti. Del resto i tradimenti sono aumentati dappertutto e di conseguenza anche il ricorso al nostro aiuto, a fronte di un 60% in più di domande», spiega. A suo avviso la causa delle tresche è da rintracciare «nel fiorire di nuove occasioni ma anche nell’insorgere di determinate dinamiche psicologiche, anche se non è detto che – precisa – si tratti di storie nate prima della pandemia, ma piuttosto subito dopo».

Spesso si indovina

Stessa frequenza per “Pj investigation” che parla «di un boom del 60-70% rispetto al pre pandemia, in quanto dopo il Covid molti si sono rimessi in gioco». Ma non solo. Tutti i clienti arrivano già con «informazioni decisive in loro possesso, ma c’è anche chi vuole solo controllare il consorte durante il week end che trascorrerà con amici. Fatto sta che in 6 casi su 10 le ricerche vanno a buon fine». Non esiste invece un target omogeneo, conclude, perché «tradisce chi è convolato a nozze da una manciata di mesi esattamente come chi è sposato da trent’anni».

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