Poteva finire in tragedia, invece, grazie a tre bagnini che per caso facevano surf tra le onde, cinque riminesi possono dire di aver vissuto nient’altro che una brutta avventura. Ieri pomeriggio nelle acque del mare di fronte al bagno 27, dove si trova anche il Psbo, cinque persone, due ragazze e tre uomini, hanno rischiato di affogare a causa del mare mosso e delle «forti correnti di risacca che si creano in quel tratto del fondale marino», come ricorda Stefano Simoni, portavoce dell’Associazione marinai di salvataggio. Tra le 16.30 e le 17, Federico Raffaelli, Massimiliano Vitez, e Gianluca Donati, i tre marinai di salvataggio “fuori servizio”, che ieri pomeriggio si stavano facendo surf per diletto, hanno soccorso e salvato cinque persone «che, se loro tre non ci fossero state – dice Simonoi – oggi forse non sarebbero qui a raccontarla». Per una persona, addirittura, è stato necessario chiamare il 118 perché presentava una forte sindrome da sommersione. «I miei colleghi erano lì per caso – sottolinea – perché il servizio di salvataggio è finito la scorsa domenica, e questo la dice lunga sull’opportunità di prolungare il servizio almeno fino a quando il tempo consente di venire al mare, gli hotel sono aperti e le spiagge frequentate». Collegandosi a una battaglia che da anni i marinai portano avanti senza riuscire a vincere, cioè quella del prolungamento della stagione balneare, Simoni afferma che proprio a questo proposito l’associazione aveva chiesto «già lo scorso gennaio, un confronto diretto all’assessore al Demanio, al rappresentante della categoria dei bagnini, e alla Capitaneria di porto, senza aver mai ricevuto risposta, chiediamo di nuovo un incontro a questi soggetti».

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