Rimini. Avis, a picco le donazioni di sangue. Appello ai giovani

Donazione di sangue a picco in pandemia, servono più donatori e più giovani. Nella giornata odierna si celebra la “Giornata mondiale del dono” e a fare il punto della situazione per L’Associazione volontari italiani del sangue è il presidente Avis comunale Piefrancesco Bruno.

Anni complicati

«Veniamo da due anni davvero difficili, per certi versi drammatici e tuttora risentiamo dei mesi di chiusura dettati dalla pandemia. Se il sistema trasfusionale ha retto – rimarca Bruno – è solo perché Rimini è una città generosa con 4300 donatori che non hanno mai gettato la spugna, tuttavia il calo complessivo si aggira sul 10%. Un vuoto che stiamo tentando di recuperare».

Centinaia in meno

Dati alla mano non va meglio su scala provinciale, dove si è passati dalle 16.876 donazioni del 2019 alle 16.584, registrate nel 2021 (-292). L’impegno richiesto è di circa 4 sedute all’anno per i maschi e due a distanza di sei mesi per le femmine, spiega il presidente, tenendo presente che il target va dai 18 ai 65 anni visto che dopo tale età è possibile continuare ma a discrezione del medico e con più monitoraggi.

Lavoro nelle scuole

Quanto all’identikit dei donatori è in linea con l’andamento demografico italiano. Facile dunque individuare chi manchi all’appello. «Vanno spronati di più i giovani perché – va dritto al punto Bruno – abbiamo una fascia di donatori storici, sì, ma con i capelli bianchi. D’altronde prima dell’emergenza sanitaria, Avis conduceva importanti interventi e sinergie con le scuole».

Diciottenni assenti

Un fronte che la pandemia ha giocoforza penalizzato, rileva ancora Bruno, facendo perdere il bacino di utenza rappresentato dai diciottenni, fermo restando che nel Comune permanga un gran desiderio di spendersi per gli altri. Troppo spesso gli indicatori che misurano la qualità della vita degli abitanti di un territorio non prendono in considerazione valori fondamentali, come la solidarietà che, sottolinea il presidente, sono difficili da misurare, specie se lo si fa con criteri strettamente statistici e matematici, ma hanno un impatto enorme.

Forze dell’ordine in aiuto

Il nuovo progetto

«Ma non ci fermiamo: è stato intrapreso di recente il progetto “Divise e Avis – Uniformi nel dono” che – chiarisce Bruno – coinvolge forze dell’ordine e reparti, per promuovere e divulgare i valori della donazione del sangue, tramite iniziative di carattere culturale e sociale. L’obiettivo sotteso, conclude, è rafforzare l’idea che questi uomini e donne fanno del bene al di là del mandato istituzionale, pronti a correre e soccorrere in caso di calamità».

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