Un taglio alle rette di tutti i nidi (pubblici, asp e privati convenzionati) che porterà un risparmio medio di 500 euro l’anno per più di 500 famiglie riminesi. I criteri per l’abbattimento e le relative fasce Isee di riferimento sono stati approvati nel corso della giunta di ieri. La novità principale è quella riguardante le tre fasce di reddito più basse, a cui vengono aumentati gli sconti in maniera progressiva, passando dal 40% al 50% per le due fasce più basse e dal 30% al 35% per la terza.

Complessivamente si tratta di circa 360mila euro distribuiti tra nidi pubblici, Asp e convenzionati, di cui hanno usufruito, l’anno scorso, 450 famiglie riminesi. Sono risorse che verranno distribuite fra tutti i minori che frequentano nidi d’infanzia asp e privati autorizzati, le cui famiglie siano in possesso dei requisiti stabiliti dalla misura “Al nido con la Regione”, ovvero un Isee inferiore o uguale a 26mila, residenza nel Comune di Rimini e che presentino dichiarazione Isee in corso di validità completa della dichiarazione relativa ai consumi famigliari.

“Abbiamo incrementato i tagli in maniera progressiva – spiega Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini – aumentando il sostegno a chi è più in difficoltà. La scelta è chiara, in un anno di grande difficoltà nessuna famiglia deve rinunciare ai nidi, agli asili e a servizi relativi, a partire da quelli della mensa. Confermato dunque, come elemento centrale, l’utilizzo dell’Isee come riferimento per la concessione delle agevolazioni. Si tratta di tagli che, unitamente ad altri bonus, possono portare a risparmi notevolissimi per le famiglie riminesi, fino a 900 euro all’anno e che riguarderanno l’intero anno scolastico, a partire dal 14 settembre. Una misura di equità che ci permette di aumentare in maniera progressiva gli aiuti”.

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