Rimini, arrestato ladro seriale di bancomat

Utilizzando le carte di credito e i bancomat rubati dalle auto di quattro cittadini riminesi avrebbe prelevato prima che venissero bloccate più di cinquemila euro.
L’esame delle camere di sorveglianza degli istituti di credito delle strade vicine ha portato all’identificazione del presunto responsabile, nonostante indossasse un cappellino con visiera per sfuggire all’obiettivo degli sportelli automatici. Si tratta di un uomo di 42 anni, siciliano d’origine, ma a lungo residente a Rimini (da qualche tempo era senza fissa dimora).
L’uomo è stato arrestato dai carabinieri di Rimini in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Rimini Vincenzo Cantarini su richiesta del pubblico ministero Davide Ercolani con l’accusa di ricettazione e indebito utilizzo di carte di credito.
Il fatto che non sia nuovo a certi episodi e la sequenza seriale del reato commesso ha reso necessario, agli occhi degli investigatori e del giudice, la misura del carcere.
L’interrogatorio di garanzia è fissato per oggi e l’accusato, difeso dall’avvocato Massimiliano Orrù, potrà fornire la propria versione dei fatti. Secondo l’accusa il quarantaduenne avrebbe effettuato i prelievi con le tessere altrui subito dopo i furti avvenuti tra il 27 febbraio e il 21 novembre 2019.
Carte di credito e bancomat erano stati rubati da portafogli e borsette lasciate sul sedile di auto custodite nel garage o nel cortile di abitazioni private. Solo una volta è stato avvistato il ladro di sfuggita, da una delle derubate – una baby sitter che si trovava al lavoro – ma non è stato in grado di riconoscerlo. Di qui l’accusa di ricettazione per l’arrestato, considerato l’autore dei prelievi.
Nei quattro episodi contestati dagli sportelli automatici di banche riminesi ha portato via, sempre nel giro di pochissimi minuti per evitare il “blocco”, rispettivamente 1000 euro, 1550 euro, 1500 euro, 1540 euro. Le forze dell’ordine invitano di continuo i cittadini a non custodire mai il “pin” assieme alla tessera bancomat o carta di credito, neppure in forma mascherata con l’aggiunta di zeri o prefissi telefonici: non è difficile distinguerli, specie per chi ha possiede un occhio “allenato”.

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