Rimini, “arrestato il senatore Antonio Barboni”: ma è un errore dell’agenzia di stampa

L’agenzia di stampa sbaglia il suo nome e lo inserisce tra i 4 agli arresti domiciliari per una gara d’appalto truccata a Benevento. E’ la storia surreale del senatore riminese di Forza Italia Antonio Barboni.

Il racconto

“Come un qualunque giorno lavorativo – spiega Barboni sui social – mi reco in Tribunale per prestare il giuramento di rito in un conferimento incarico. Mentre chiacchiero con alcuni avvocati mi squilla il cellulare. Vedo di chi è la chiamata ed è Anna Maria Bernini. Rispondo tranquillo e dico “ Ciao che succede?”. All’altro capo sento Anna Maria agitata che mi fa: “ Antonio che e’ successo??? E’ arrivata una agenzia nella quale c’e scritto che la procura di Benevento ti ha posto ai domiciliari, anche se da Parlamentare non puoi essere ai domiciliari ma caso mai devono chiedere alla camera di appartenenza, per una storia di appalti… in ogni caso è preannunciata una conferenza stampa della Procura alle 12. Intanto ti mando l’ agenzia, prepariamo la tua smentita e ti faccio contattare dall’ Ufficio stampa…appena abbiamo altro ci sentiamo”. …… dire che sono rimasto senza parole e’ francamente poco …. Arrivano le due agenzie sul cellulare: la prima con il fatto…la seconda con il mio nome”.

La prima agenzia

“Secondo quanto apprende l’AGI, le misure cautelari riguardano Antonio Barboni, senatore di Forza Italia eletto nel 2018; Fulvio Rillo, imprenditore sannita e vicepresidente Confindustria Benevento; Vincenzo Voci, dipendente di Autostrade per l’Italia s.p.a…..”

In un attimo – continua Barboni – ho immaginato la canea mediatica sul mio nome…..con quale forza avrei potuto gridare la mia estraneità, cosa avrei detto a mia moglie e alle mie figlie….il dubbio che avrebbe sempre circondato la mia persona….non so con quale forza sono entrato dal Giudice ed ho giurato….uscito ho cominciato a compulsare la tastiera del cellulare abbinando Benevento- Barboni- domiciliari senza trovare nulla….tornato a casa ho fatto leggere l’ agenzia a mia moglie e ho cominciato a vedere i telegiornali in attesa che il “mostro” apparisse..
Alle 14.15 mi richiama Anna Maria: “ Antonio è uscita una seconda agenzia con il resoconto della conferenza stampa, c’è ancora il tuo nome ma ci sono un sacco di errori e confermano che sei ai domiciliari… adesso te la mandiamo….aspettiamo ancora un attimo perche’ e’ solo l’ AGI che produce il tuo nome ”…rispondo…” non so che dire vediamo se escono altre notizie …provo a verificare sui resoconti della stampa locale…”

Bargone e non Barboni

Questa la seconda agenzia: Se ai tempi d’oro di Tangentopoli una mazzetta su un grosso appalto poteva arrivare al 3% dell’importo totale, nel caso finito al centro di un’inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Benevento, i responsabili dell’aggiudicazione di un appalto da circa 75 milioni di euro avrebbero dovuto incassare lo 0,5% in solido. E’ quanto emerge dal l’inchiesta che ha portato a 4 misure di custodia cautelare con il beneficio dei domiciliari emessa dal gip del tribunale di Benevento nei confronti dell’ex sottosegretario Antonio Barboni, origini brindisine, ma tra i fondatori di Forza Italia a Rimini ed eletto in Emilia Romagna, del costruttore Fulvio Rillo, vicepresidente di Confindustria Benevento, del contract manager di Autostrade per l’Italia spa, Vincenzo Voci, e di Gian Paolo Venturi, già implicato nel fallimento della Coopcostruzioni di Argenta. L’indagine e’ nata dall’arresto di un funzionario Anas, che ha consentito di seguire un altro filone che portava appunto ad anomalie nell’aggiudicazione della gara per le tratte autostradali della DT6 di Cassino – lotto 7. In questo caso al bando parteciparono due aziende, una di Napoli, l’altra di Benevento. E, sebbene sulla carta l’azienda partenopea avesse migliori requisiti, la gara fu poi assegnata all’impresa beneventana”.

“A questo punto – riparte Barboni – a questo punto, ormai rassegnato, compulso nuovamente Barboni-arresto-Benevento niente….vado sulla stampa online e compaiono i nomi dei 4 ai domiciliari….quello che si avvicina al mio è ANTONIO BARGONE …chiamo Anna Maria, leggo il nome, che a lei e’ noto, e scopro che e’ nato a Brindisi, che è stato Deputato per 3 legislature ed ex sottosegretario ( anche ai Lavori Pubblici) dei Governi Prodi, D’ Alema e Amato…
….sentire la reazione di gioia e di rabbia di Anna Maria e’ stato il primo momento di gioia in una giornata a dir poco allucinante… Nel mentre ci salutiamo da disposizioni di chiamare il direttore dell’ Agi e 2 ore dopo arriva la terza agenzia della giornata con il mio nome“.

Secondo quanto apprende l’AGI, le misure cautelari riguardano Antonio Bargone, presidente pro tempore della Societa’ Autostrada Tirrenica spa ( +et non Antonio Barboni senatore di Forza Italia eletto nel 2018, come erroneamente detto in precedenza e totalmente estraneo alla vicenda+ ); Fulvio Rillo, imprenditore sannita e vicepresidente Confindustria Benevento; Vincenzo Voci, dipendente di Autostrade per l’Italia s.p.a.; e Giampaolo Venturi.

Azioni legali

Il senatore andrà per vie legali: “Fino a qui la cronaca fredda di un giorno diverso…..abitualmente sono una persona mite, accomodante, cattolico nel profondo del mio animo, disposto a perdonare, conscio che chi lavora possa sbagliare ma non verificare “una indiscrezione” e, dopo la conferenza stampa della procura, insistere infiorettando ( fondatore di Forza Italia a Rimini) la cosa senza neanche verificare la mia città di origine e’ francamente troppo…., dopo 10 minuti, non di piu’, ho chiesto ad Anna Maria l’ autorizzazione a procedere nelle sedi Giudiziare ed ottenuto il suo placet, ho conferito ampio mandato all’ Avv. Alessandro Petrillo a intraprendere le azioni che riterra’ piu opportune a mia tutela.
Preciso anche che se da questa vicenda dovesse scaturire un risarcimento economico sara’ mia cura darlo in beneficienza…..l’ onorabilità di una persona non ha prezzo!!
ALO PARLARE AGI MESURA”

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