Rimini. Approvato il Rue, ecco quello che si può fare

Un centro storico più vivo con appartamenti grandi che possono essere frazionati. Alberghi che non perdono cubature se realizzano parcheggi interrati. E poi nuovi servizi condivisi nei condomini. Cambi di destinazione più agili. Tutto sancito nel nuovo Rue approvato giovedì notte in consiglio comunale. Ora si attende la pubblicazione (più o meno in aprile) sul Bur, il bollettino della Regione. E poi si parte.

Casa dolce casa

Vengono definiti “nuovi condomini”, nel nuovo Rue. Vale a dire luoghi del vivere comune in cui è incentivata la realizzazione di spazi collettivi che non vanno a erodere le cubature: aree giochi, aree wellness, androni, spazi per le bici. Oppure vasche per la raccolta di acqua piovana, parcheggi interrati, tetti verdi.

Anche gli spazi agricoli fanno rima con riqualificazione, tanto da essere incentivato il recupero dei manufatti esistenti. È quindi possibile frazionarli (senza aumentare volumi e consumo del suolo) a patto che sull’altro piatto della bilancia si ponga l’innovazione energetica.

Una precisazione a proposito della questione sollevata da Gioenzo Renzi (FdI): ogni appartamento di 99 metri quadrati può diventare una moschea. La replica del Comune: una “lacuna” nella norma a cui si porrà rimedio con il Regolamento di igiene.

Facciamo Centro

Più agevole intervenire nel cuore della città, grazie alla introduzione di una minore richiesta di dotazioni (come ad esempio i parcheggi) e una rivisitazione al ribasso degli oneri di urbanizzazione.

Sistema ricettivo

Chi investe negli hotel può contare su premi. L’albergatore che realizza parcheggi interrati, infatti, li può togliere dalla cubature generale. Un’altra novità riguarda le strutture dismesse o fuori mercato. In questi casi era possibile abbattere un hotel e utilizzare le cubature in un secondo albergo, lasciando però l’area al Comune. Ora il Rue consente all’imprenditore di utilizzare quel terreno per nuovi servizi: spa, cucine condivise, parcheggi (da cedere in parte al pubblico per abbattere magari i costi della monetizzazione).

Destinazioni flessibili

Il Rue introduce una flessibilità maggiore nelle destinazioni d’uso. Succede infatti questo: in caso di doppia possibilità (ad esempio 80 per cento residenziale e 20 uffici) nella fascia turistica prevale la principale. Ragionamento simile per i piani terra, agganciati alla destinazione principale, preservando però le aste commerciali più importanti come il lungomare e i viali della Regine.

La flessibilità si estende alle zone artigianali e industriali per favorire l’insediamento di nuove imprese e al tempo stesso il recupero di capannoni dismessi.

Viva la campagna

Il Rue apre il campo a nuove possibilità per le aree libere del territorio che possono essere utilizzate come parcheggi, aree giochi o spazi per lo sport.

Si introduce infine una semplificazione del procedimento autorizzativo nei confronti di tende, ombrelloni, pergolati, gazebo. Vale a dire non sarà più necessario “chiedere il permesso” in caso di dimensioni inferiori a 50 metri quadrati (prima era 20).

È stato approvato in nottata dopo una lunga “maratona”. La variante al Rue (Regolamento urbanistico edilizio) è passato quindi con 19 sì, 6 no e 7 astenuti. Da segnalare la divisione all’interno di Fratelli d’Italia, con il capogruppo Gioenzo Renzi sul fronte del no e gli altri consiglieri astenuti.

«Il nuovo Rue è al servizio di una visione della città, che si traduce in nuovo modo di abitare gli spazi urbani e di fare impresa e credo possa accompagnare al meglio la fase che stiamo vivendo – sottolinea l’assessore alla pianificazione del territorio, Roberta Frisoni -. Agiamo in particolare promuovendo la rigenerazione sostenibile, incentiviamo la riqualificazione del comparto turistico, una riduzione della densificazione e la conversione di strutture ricettive fuori mercato verso altri servizi al turismo. Abbiamo inoltre uno strumento che fornisce nuove opportunità e più flessibilità di usi per accompagnare le imprese a crescere e innovarsi. In questo senso è il volano di un rilancio straordinario del settore e in generale di tutta l’economia del territorio».

Fra gli obiettivi segnalati dal Comune, l’attenzione agli spazi outdoor (all’aria aperta) e allo smartworking. «Anticipando una tendenza che la pandemia ha trasformato in esigenza – conclude Frisoni – introduciamo la possibilità di prevedere più spazi per attrezzature sportive, di insediare funzioni pubbliche in tutta la città, per far arrivare uffici e funzioni più vicini al cittadino e creiamo le condizioni per avere condomini e case più green con spazi condivisi per aree gioco, wellness e co-working».

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