Rimini. Anziano assicuratore si intasca mezzo milione: condannato

Un anno di reclusione pena sospesa e 400 euro di multa. La Corte d’Appello di Bologna ha confermato mercoledì scorso integralmente la condanna inflitta dal tribunale di Rimini a all’assicuratore Pietro Gabrielli, corianese classe 1933, accusato di essersi dimenticato di versare per 4 anni nella cassa dell’agenzia assicurativa per cui lavorava 536mila euro, i soldi pagati dai clienti contraenti le polizze. Appropriazione indebita il reato contestato dalla Guardia di finanza e dalla Procura della Repubblica. Reato contestato in concorso con due parenti strette uscite di scena dal procedimento dopo aver superato il periodo di affidamento in prova, misura richiesta dai rispettivi difensori, gli avvocati Stefano Caroli e Maurizio Ghinelli mentre il principale indagato è stato assistito dall’avvocato Fabio Mennino.

Il pensionato era stato l’unico finito a processo delle tre persone indagate inizialmente dalla Procura della Repubblica (due sue familiari, rispettivamente sub-agente e dipendente dell’agenzia principale). Lo stesso reato contestato alle due donne si è estinto dopo un periodo di messa alla prova e la loro fedina penale è pulita.

Nel processo di primo grado si era costituita parte civile Emanuela Tomassetti: era stata la sua agenzia (“Tomassetti Assicurazioni Sas”) a subire il danno economico provocato dagli ammanchi dell’uomo, collaboratore della subagente (indipendente dall’agenzia principale). I clienti non avevano subito conseguenze – “coperti” per i rischi previsti dalle polizze – e neppure la società d’assicurazione per la quale lavora: l’agenzia, infatti, forte del buon nome e della propria solidità economica, continuò a versare alla compagnia i premi pagati dai clienti, finiti nelle tasche del collaboratore infedele. All’epoca dell’inchiesta, per il periodo compreso tra gli anni 2011 e 2015, gli investigatori delle Fiamme gialle calcolarono un ammanco di più di mezzo milione di euro, esattamente 536mila euro.

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