Farsi trovare pronti da subito ad una nuova eventuale ondata di contagi. Con questo spirito Rimini e il distretto socio sanitario ripartono con “una fase due di prevenzione” e un occhio particolare agli anziani, tra i più colpiti dalla pandemia, anche per via dei focolai partiti nelle strutture che li ospitano. Ora, sottolinea la vicesindaco Gloria Lisi, “dal tesoro che operatori, amministratori, medici e infermieri hanno acquisito sul campo”, si punta a “cucire insieme sociale e sanitario”, tenendo insieme strutture e famiglie, partecipazione, formazione e preparazione. A breve partirà una serie di progetti per potenziare e implementare quelli già in essere. “Aldilà delle specifiche di ognuno di questi, il comune denominatore – sottolinea Lisi – è quello della collaborazione tra strutture e famiglie, tra caregivers e familiari”. Di fronte alla “crescita pressochè costante di domanda di cura” sono necessarie una “organica integrazione tra ospedale e territorio, tra servizi domiciliari e residenziali, tra cure familiari e cure professionali”; e “una maggiore differenziazione e personalizzazione nella cura, favorendo il più possibile la permanenza della persona anziana nel proprio contesto di vita”. 

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