Rimini. Antenne, arriva il regolamento comunale

Antenne altre trenta metri a poca distanza dalle abitazioni. Tralicci che magari fanno ombra ad asili o centri per anziani. Negli ultimi mesi sono state molteplici le proteste da parte di residenti a causa di ripetitori autorizzati ma poco graditi. Basti citare i casi di Viserba, via Argelli, il Palacongressi. Il confronto con i cittadini ha suggerito al Comune la stesura di un nuovo “regolamento” in modo che la tecnologia viaggi parallela alla tutela della salute.

Abbiamo un Piano

Redazione del Piano per gli impianti della telefonia mobile e aggiornamento del Regolamento comunale. Questi, in estrema sintesi, gli obbiettivi per cui il Comune ha affidato un incarico alla società Polab, ditta specializzata nel settore delle telecomunicazioni e che non abbia contratti con i gestori di telefonia mobile e non lavori esclusivamente per la pubblica amministrazione.

«Un atto in linea con le proposte di nuovi regolamenti – si legge in una nota di Palazzo Garampi – che in alcune città italiane stanno avanzando e che nascono in considerazione della sensibilità crescente su un tema che è, e sarà sempre più, centrale per lo sviluppo delle città di domani».

Prima la salute

La consulenza tecnica specialistica oltre a fornire il supporto per la stesura del nuovo Regolamento – continua Palazzo Garampi – consentirà di effettuare una modellazione territoriale dell’analisi Cem per poter verificare le scelte di localizzazione dei nuovi siti. «Si tratta di una materia complessa, perché richiede la ricerca di equilibrio tra un diritto fondamentale come quello della tutela della salute pubblica e un altro diritto, altrettanto prioritario nella società contemporanea e post pandemica, cioè quello di poter accedere alle tecnologie digitali e alle opportunità che queste offrono in tema di lavoro, servizi, scuola. L’elevato grado di attenzione dei cittadini sul tema e la necessità, che la pandemia ha reso non più prorogabile, di infrastrutturare il territorio per superare il digital divide, minimizzando l’impatto sul contesto urbano e tutelando gli ambiti sensibili, ha reso la disciplina della materia una priorità nell’agenda dei Comuni».

L’incarico servirà a fornire i dati tecnici e conoscitivi aggiornati, a supporto di quanto già è stato fatto e stanno facendo gli uffici comunali: dagli ambiti puramente amministrativi e procedurali, a quelli più tecnici legati al monitoraggio, fino all’esigenza di una «campagna di informazione puntuale verso i cittadini, che possa sgomberare il campo da allarmismi ingiustificati» ma allo stesso tempo fornire un quadro chiaro rispetto alle caratteristiche degli impianti corrispondenti alle nuove tecnologie 5G. «Non da ultimo, il regolamento dovrà portare a rafforzare la concertazione con gli operatori di telefonia mobile – un percorso già avviato dal Comune per affrontare alcuni casi specifici sul territorio – e che dovrà diventare un modus operandi ben definito e condiviso».

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