Rimini. Ancora spaccate nei bar: colpiti tre locali

Il fenomeno delle spaccate in Riviera ormai fa parte della quotidianità e siamo solo a giugno. A maggio i ladri si erano scatenati, a giugno si stanno ripetendo. L’altra notte hanno spaccato la vetrina del bar nei pressi di piazza Tre Martiri, La dolce vita di via IV novembre, e qualche giorno prima era toccata la stessa sorte al bar L’aquila d’oro di Corso d’Augusto.

Il fatto di via IV novembre è accaduto tra le 3 e le 4 di mattina: i proprietari Carlo Forlani e la figlia Isotta sono stati svegliati dalla polizia che era stata avvisata dagli spazzini notturni. «La polizia ci ha detto che gli spazzini che stavano lavorando in piazza hanno sentito un botto provenire da questa direzione e hanno visto due uomini adulti scappare via in bicicletta», spiega Isotta.

I danni ammontano ad oltre un migliaio di euro tra vetrina e cassetto dell registratore di cassa, per fortuna vuoto. «E’ la prima volta che ci capita una cosa del genere ma la polizia ci ha detto che hanno usato lo stesso meccanismo un paio di giorni fa in un altro bar qua vicino, L’aquila d’oro, e sul lungomare Tintori al Barcollando». (giulia biancucci)

Infatti 4 giorni fa i proprietari del bar L’aquila d’oro sono stati svegliati nel cuore della notte, verso le 2.30, avvisati dai carabinieri, ritrovandosi anche loro la vetrina distrutta con un tombino e senza il cassetto del registratore di cassa che conteneva 50 euro e degli spicci, probabilmente prendendo di mira quei bar che non hanno serrande ma solo vetrine scorrevoli o porte in vetro. Se la telecamera presente sul corso ha ripreso la scena si passerà all’identificazione dei soggetti. I costi per i danni in questo caso sono ancora in fase di accertamento ma sicuramente andrà cambiato tutto il sistema elettrico delle porte in vetro, in casi estremi saranno costretti a montare le serrande.

Come i residenti sono preoccupati delle risse che avvengono anche in pieno centro, per esempio quella avvenuta il 16 giugno a Borgo Marina in corso Giovanni XXIII, i negozianti e gli esercenti iniziano ad avere paura anche solo di rimanere aperti e viene richiesto un maggior controllo da parte delle forze dell’ordine prima che la situazione diventi più tragica di quello che è già. La scia di questo tipo di crimini si allunga sempre di più. Basta ricordare il chiringuito di Viserba dei bagni 35-36 che hanno già subito due assalti in due settimane di apertura, gli 8 assalti dall’inizio della stagione al ristorante la Biscaglina, la rapina alla polisportiva Stella dove nonostante avessero trovato la cassa aperta avevano messo a soqquadro tutti gli ambienti, le osterie Io e Simone e Io e Giacomo nel centro storico, il Birrodromo di Rimini e Il Pescato del Canevone dove per fortuna non erano riusciti ad entrare grazie ai portoni di legno e alle serrature del ‘600.

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