Rimini. Allarme inflazione: stangata da 2.400 euro a famiglia

Continua a galoppare l’inflazione a Rimini. Inesorabilmente. E, seppur con quasi mezzo punto in meno della media nazionale (-0,3% per la precisione), tocca comunque i livelli di soglia. Da allarme rosso. Picchi così elevati da far scattare l’Sos delle associazioni dei consumatori, Federconsumatori in primis. Commenta preoccupato Graziano Urbinati, segretario riminese dell’associazione che fa capo alla Cgil: «Siamo ormai in piena emergenza. E se nel primo trimestre l’aumento del costo della vita incideva pesantemente sulle fasce meno abbienti, sui poveri insomma, adesso ha iniziato ad indebolire anche il potere d’acquisto delle classi medie, quelle che venivano considerate benestanti. Spero di sbagliarmi, ma vedo grossi nuvoloni neri addensarsi all’orizzonte. Con un autunno che si preannuncia economicamente fosco e socialmente molto caldo».

E non è una bella prospettiva per Rimini, che sta attraversando uno dei momenti migliori per presenze turistiche. Una sorta di boom. «Ma c’è un dato che evidenzia la gravità della situazione riminese – avverte Urbinati: 0,8%, ovvero il valore medio dell’aumento dei prezzi al consumo a Rimini da aprile a maggio. Se due mesi fa, infatti, la variazione era stata del +5,7% rispetto ad aprile 2021, quando aveva fatto registrare un lieve rallentamento su marzo (6,2%), il mese scorso questa differenza è salita al +6,5% rispetto al maggio 2021. E non voglio nemmeno immaginare i prossimi dati tendenziali di giugno, luglio e agosto».

Basti pensare, infatti, che in appena cinque mesi i prezzi al consumo sono aumentati dell’1,6%: +4,9% a gennaio contro il 6,5% di maggio. Cosa fare, dunque, quali interventi dovrebbe mettere in atto il governo per contrastare questo trend ormai consolidato? Spiega Urbinati: «Se la situazione non cambierà e l’inflazione non calerà, quest’anno una famiglia riminese di quattro persone, madre, padre e due figli, spenderà 2400 euro in più del 2021: 385 euro solo per la spesa del carburante, benzina e gasolio. Ecco perché abbiamo proposto l’istituzione di un tavolo prefettizio provinciale composto da rappresentanti delle associazioni dei consumatori, delle organizzazioni datoriali e dei lavoratori, delle amministrazioni comunali e, naturalmente, del governo centrale. Il tutto per monitorare la situazione prezzi e scongiurare quei fenomeni, secondo noi speculativi, che, ad esempio, hanno provocato l’aumento del carburante a 2 euro al litro alla pompa – 2,069 la benzina, 2,006 il diesel – nonostante le accise siano state ridotte di 30 centesimi al litro e che, ad aprile, avevano mantenuto i prezzi intorno all’1,8 euro al litro – 1,86 euro al litro la benzina e 1,83 euro il diesel -. Per questo – aggiunge Urbinati – proprio sul carburante sollecitiamo il governo di rendere strutturale la riduzione delle accise e di definire l’iva al netto del costo dei carburanti, depurata cioè del valore dell’accise».

Ma vediamolo questo paniere in continua crescita. Secondo l’Istat, a Rimini, tra i prodotti maggiormente colpiti dall’impennata dei prezzi ci sono quelli energetici (+27,3% su base annua) con l’energia elettrica schizzata, a maggio, di un +69,6% rispetto allo stesso mese del 2021, il gas salito di un +64,8%, e acqua, gas, elettricità e altri combustibili di un +27,3% (il dato è cumulativo). Seguono, quindi, i trasporti (+9,2%), con la voce carburanti a farla da padrona col +19,9% di aumento a maggio 2022, rispetto, sempre, al maggio del 2021, dove il trasporto aereo è davvero decollato (+74,3%), come quello marittimo (+20,9%), meno, però, le auto (+4,5%), e anche le moto (+2,5%). Forte calo, invece, dei prezzi del trasporto passeggero su rotaia (-9,6%) e dei prezzi d’acquisto delle biciclette (-1,8%). Non possono mancare i prodotti alimentari e le bevande (+7,2%) con i vegetali saliti del 7,9%, gli olii e grassi, addirittura, del 20%, le carni del 9,8%, il pesce del 6,42%, il pane e i cereali del 5,8%, latte, uova, formaggi del 5,9%, la frutta del 4,1%, il vino del 2,6%, gli alcolici dell’1,3%. Ma in questa crescita del paniere hanno il loro peso anche i servizi ricettivi e della ristorazione (+6,5% rispetto al maggio 2021 e +3,2 rispetto ad aprile 2022), coi servizi di alloggio aumentati del 15,1% (+11,4% rispetto ad aprile) ed i ristoranti e bar del 3,8%. In crescita anche i prezzi relativi all’istruzione (+2,2%), ai mobili e articoli per la casa (+3%). Pressoché stabili, invece, i prezzi dei servizi sanitari e per la salute (+0,6%).

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