Rimini. Alla prof è tornato il cancro: “Mi batto, voglio vivere”

Si mobilitarono in 5mila, Valentino Rossi incluso, per la raccolta fondi da 300mila euro che le permise di volare in America per sottoporsi a cure innovative. Ora che il cancro è tornato, in corrispondenza del nuovo anno, la 53enne riminese Luisa Stracqualursi, docente di Statistica dell’Alma mater al Campus di Forlì, riprende la lotta iniziata nel 2019 e racconta la sua storia nel libro “Guardare l’impossibile, vedere l’improbabile e creare l’incredibile” uscito per Edizioni Lindau. Un testo che parte da una diagnosi infausta, un cancro divenuto metastatico e non più guaribile, mettendo sotto ai riflettori una ricerca. Dalle cure sperimentali ai percorsi nutrizionali, passando per le terapie alternative, sino al mondo interiore e spirituale. «Non la fine, bensì l’inizio di un viaggio alla ricerca dell’impossibile: la remissione completa e duratura contro ogni probabilità».

Professoressa, di quali significati è carico il titolo del libro?

«Noi ci poniamo dei limiti quando crediamo che qualcosa sia impossibile. Se Nikola Tesla avesse ritenuto impossibili da realizzare i principi della “corrente elettrica alternata”, oggi forse le nostre città non avrebbero l’energia elettrica. Credere che un risultato o un evento sia fuori portata limita la nostra immaginazione e di conseguenza la volontà e tutte le nostre azioni. Ogniqualvolta passiamo invece dall’impossibile all’improbabile, si apre dinanzi a noi, seppur piccolo, uno spazio di possibilità. In quello spazio riposano la speranza, la volontà e la forza e anche quell’unico risultato incredibile che tanto desideriamo».

Cos’è l’incredibile nella malattia?

«Purtroppo oggi non c’è ancora una cura unica e definitiva che possa guarire una malattia complessa come il cancro in stadio avanzato, ma nella mia ricerca ho individuato alcuni fattori che a mio avviso possono aiutare. Talvolta per spiegare un fenomeno non c’è una sola variabile esplicativa ma solo usandone tante si potrà arrivare al risultato. Se giocando al casinò fosse possibile spostare la probabilità di vincere anche di pochissimo a nostro favore, nel lungo andare delle puntate questo ci porterebbe a vincere. Basterebbe questo per fare la differenza. Così in situazioni limite come un cancro avanzato, credo che l’ago della bilancia possa spostarsi e aumentare le nostre chance, nel momento in cui decidiamo di impegnarci in maniera consapevole nel processo di cura».

Il suo è un libro di scienza o di fede?

«Entrambe le cose. Come diceva Platone: “L’errore più grande nella cura delle malattie è che ci sono medici per il corpo e medici per l’anima, sebbene i due non possano essere separati”. Credo nella forza della preghiera che viene dal cuore. Al di là del miracolo di una guarigione che può accadere o meno, si assiste quasi sempre a uno più piccolo: la pace che riduce lo stress, il vuoto e il senso di solitudine. E le ricerche scientifiche dimostrano che ridurre lo stress è uno dei fattori che potenzia il sistema immunitario e favorisce la guarigione».

Cosa direbbe a chi sta provando la stessa sofferenza?

«Qualunque cosa accada, rimanete nel momento presente. Non pensate alle terapie future, ai possibili esiti negativi. Non ascoltate la vostra mente, che proietta se stessa in un futuro immaginario e genera panico. Qualunque problema abbiate adesso, potete gestirlo: il dolore, il bruciore, la nausea. Pensate al rimedio, chiedete, operate quanto è necessario, ma non seguite le proiezioni mentali, perché non potete far fronte al futuro. L’immaginazione è la porta da cui possono entrare sia la malattia sia la guarigione. Fate le terapie, ascoltate bravi medici, tenete in considerazione le loro raccomandazioni, ma non dimenticate che ciò in cui credete può fare la differenza. Il pensiero è una forza, come l’elettricità o la gravità, direzionate tale forza verso il vostro unico progetto: la guarigione».

Chi è Luisa oggi?

«Solo una donna il cui unico scopo è continuare a vivere. Ho compreso che la vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a navigare tra le onde».

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