Rimini. Aeroporto, ecco il piano per salvare il capriolo

Un piano per salvare il capriolo e farlo uscire dall’area esterna recintata dell’aeroporto Fellini. I volontari del Centro recupero animali selvatici di Modena ci riprovano, dopo i tentativi fatti nei mesi scorsi, in cui a essere liberato era stato solo uno dei due animali rimasti “imprigionati” tra i campi e le piste di atterraggio dello scalo Fellini. Il ritorno del Cras era previsto per il mese di gennaio ma i tempi sono slittati in avanti e adesso si punta a fare partire le operazioni a febbraio. Però prima ci dovrà essere un contatto con la società che gestisce lo scalo, ovvero Airiminum, per definire nei dettagli le modalità e le tempistiche di intervento. Dal Centro recupero Pettirosso di Modena chiariscono infatti che «l’ultima volta ci siamo sentiti qualche settima fa, adesso occorre capire quando sono stati fatti gli ultimi avvistamenti e quando intervenire».


Il materiale da posizionare

Una volta sistemati i dettagli, il piano di salvataggio è già pronto nei contenuti. E lo spiegano dallo stesso Cras: «Siamo pronti, arriveremo con una decina di volontari e con due chilometri di reti in cui dovremo spingere il capriolo, ma non è una impresa semplice, sia posizionare il materiale nelle ampie aree di intervento, sia indirizzare l’animale affinché sia finalmente preso, chiaramente senza che si faccia alcun male».

Gli aiuti esterni

Per mettere in atto questo piano, dal Cras non nascondo che confidano «nel preziosissimo contributo dei militari del vicino aeroporto (Vassura, ndr), visto che le altre volte ci è stato dato un grosso aiuto da parte loro, non solo per tentare di trovare il capriolo ma anche per distendere i chilometri di reti». Non solo: questa volta sarà messo in campo anche un altro asso nella manica, ovvero «un cane da traccia», continuano dal Cras, «si tratta di un animale che partecipa al recupero degli animali e che sarà tenuto al guinzaglio». Altra novità, rispetto alle precedenti volte: «Le ricerche non saranno fatte di notte o alle prime luci dell’alba, ma in pieno giorno, nella mattinata e quindi dovremo accordarci con l’aeroporto per incrociare arrivi e partenze e capire quale sarà il periodo migliore». Con l’obiettivo di riuscire a liberare in modo definitivo un animale che da oltre un anno è imprigionato.

 

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