Rimini, a 17 anni batte il tumore e partecipa con i compagni di scuola alla maratona di Ravenna

Di corsa contro la malattia. A un anno dalla rimozione del tumore, 17enne trascina i compagni di Liceo alla Maratona di Ravenna. Era un ragazzo come tanti, Tommaso, finché nel luglio 2021, gli viene diagnosticato un tumore al ginocchio. A riempire le sue giornate bastavano la passione per il basket, le uscite con gli amici e lo studio al Liceo Scientifico “Serpieri” di Viserba. Poi il salto nel buio.

La vicenda

«Una sera, giocando a calcio con gli amici, la mia gamba ha fatto un movimento innaturale – spiega – ho sentito il mio ginocchio cedere: mi sono ritrovato a terra senza più riuscire a muoverlo. Dopo visite ed analisi si è scoperto che il motivo dell’anomalia era dovuta a un tumore benigno». Ma Tommaso si dimostra una roccia. «Ho reagito con positività, nella consapevolezza che fosse un problema che si poteva affrontare: anzi, spesso mi sono ritrovato io a dover tranquillizzare i miei genitori». Persino la sera prima dell’intervento, il ragazzo mantiene il sorriso durante le videochiamate a parenti e amici: «Non è che uno può far l’eroe e poi crollare a poche ore dall’anestesia», ironizza. L’intervento comunque si rivela tutt’altro che una passeggiata. «È stata un’operazione piuttosto tosta – conferma– nel rimuovere la massa i chirurghi hanno dovuto incidere anche l’osso, dunque, nei mesi seguenti, ho avvertito spesso del dolore. Ho mollato il basket, ma grazie ad un percorso di riabilitazione e fisioterapia mirato sono riuscito a recuperare la mia funzionalità. Certo, devo ancora sottopormi a visite frequenti per tenere sotto controllo la situazione, ma direi che la cosa si è risolta nel migliore dei modi».

Il più bel traguardo

Così quando la docente di educazione fisica propone alla classe, per conto dello Ior, di prendere parte alla “Maratona di Ravenna” in calendario il 13 novembre scorso, Tommaso vince la sua naturale riservatezza, fa un passo avanti e risponde “presente”. Ma è solo l’inizio, perché il suo entusiasmo riesce a contagiare anche altre sezioni pronte a scendere in campo. «Abbiamo percorso i 10 chilometri per lo più camminando, ma non è la cosa fondamentale», nota.

L’antidoto dell’amicizia

Duplice il messaggio che intende mandare. Primo: quando ci sono difficoltà più grandi di noi, occorre affrontarle con positività. E secondo: l’amicizia rende superabile anche l’ostacolo più complicato. Alla fine gli undici liceali hanno vestito i colori dello Ior e di “Move Your Life”, il progetto della realtà no-profit romagnola, che coinvolge le persone con diagnosi di tumore in percorsi d’allenamento e che nel 2019 ha portato tre pazienti sino al traguardo della maratona di New York. Intanto il coraggio del 17enne ha commosso un’intera comunità: «So che la mia esperienza di malattia è un’inezia in confronto a quella di tante persone costrette a ricevere diagnosi di cancro ben più complicate – riconosce –. In ogni caso l’auspicio è che la mia esperienza possa dar loro anche solo un briciolo di speranza e di positività in più nel futuro».

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