Rimini, 13 lavanderie assaltate in un mese: caccia al ladro

Tredici casse di altrettante lavanderie a gettone scassinate nell’ultimo mese. Dopo i ladri di merendine (in realtà l’interesse del 45enne arrestato dai carabinieri di Riccione era solo per i soldi ndr) Rimini scopre per mano di una delle vittime (ufficialmente il fenomeno non esiste perché alla città non ne è stata data notizia) che in azione da 30 giorni c’è anche uno scassinatore seriale di lavanderie a gettone. Che si tratti dello stesso uomo non ci sono dubbi: la sua faccia è stata immortalata da tutte le telecamere di sorveglianza delle attività prese di mira. «Purtroppo però – racconta la vittima che ha deciso di sfogarsi – quando siamo andati a denunciare il furto ci è stato risposto che se non viene bloccato con le mani nel sacco non può essere arrestato».

Modus operandi

Due tasselli quadrati ricavati nel ventre della gettoniera fatti con un grosso cacciavite solitamente nelle prime ore della mattinata. Questa la tecnica utilizzata anche domenica scorsa: alle 7,40 il primo colpo in via Rimenbranze, venti minuti dopo il secondo scasso a Marebello. «Il furto che ho subito il danno più grande me lo sta causando con la forzata inattività; io, infatti, non lascio mai troppi contanti nella cassa. Purtroppo però la gettoniera che ho trovato di seconda mano non sarà possibile installarla prima delle prossima settimana. Di fatto la mia lavanderia non avrà incassato nulla nella migliore delle ipotesi per almeno 8 giorni».

Chi è

Come detto non c’è una comunicazione ufficiale dei furti da parte delle forze dell’ordine. Il dato statistico sul numero dei colpi messi a segno è stato fatto grazie al passaparola tra i titolari delle attività prese di mira. Nessuna zona della città è stata lasciata fuori dal raid. I colpi sono stati messi a segno da nord a sud del territorio comunale. A farli, uno “sconosciuto” che nei fermimmagine in possesso di polizia e carabinieri si vede chiaramente voler sfidare vittime e forze dell’ordine. Oltre ad agire a volto scoperto, quando si accorge di dove si trova la telecamera la guarda dritta nell’obiettivo e si fa riprendere dal suo lato migliore. Un tatuaggio sulla mano e un altro sul collo, nel caso ce ne fosse bisogno, confermerebbero la sua identità.

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