Promuovere la rigenerazione urbana dei centri storici, favorendo gli interventi di qualificazione edilizia e, dunque, agevolando la rivoluzione sostenibile. È questo il tema che ha portato il Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna ad approvare, lo scorso 29 dicembre, la legge 14. Si tratta, come spiega a Verde la presidente dell’Assemblea legislativa, Emma Petitti, «di un nuovo provvedimento nato per armonizzare le norme del Superbonus edilizio – strumento messo in campo dal Governo – con la legislazione della nostra Regione, con lo scopo di facilitarne l’accesso e snellire la burocrazia che c’è dietro, all’interno di un quadro normativo più favorevole, inclusivo e sicuro».

«Il Superbonus, come sappiamo, rappresenta un’opportunità per rilanciare l’economia e generare nuove prospettive lavorative, con un’attenzione massima alla messa in sicurezza delle città, attraverso la realizzazione di interventi sismici e di efficientamento energetico degli edifici – aggiunge Petitti – Tutti fattori decisivi per migliorare la qualità della vita di un territorio e imprimere una svolta positiva al mercato immobiliare, che è strettamente connesso al contesto urbano, che, a cascata, ne trae benefici. Ecco perché abbiamo ritenuto necessario lavorare prima di tutto sul contesto legislativo, con la semplificazione delle procedure, la certezza dei titoli abitativi, la valutazione dello stato legittimo e la rivisitazione della definizione degli interventi sul patrimonio edilizio esistente. Se ben sfruttato, può essere un importante traino per una crescita economica che abbatte i consumi, taglia gli sprechi e ottimizza l’uso delle fonti energetiche, garantendo vantaggi economici alle famiglie e opportunità di sviluppo per le imprese».

Ma quali possono essere, in termini di efficienza energetica, gli interventi prioritari dell’agenda regionale e riminese?

Per la presidente del Consiglio «bisogna sempre tenere a mente che siamo in Pianura Padana, che, essendo il luogo per antonomasia della produzione industriale, soffre di un inquinamento particolarmente pesante, dovuto anche a delle caratteristiche intrinseche del territorio che rendono difficile il ricambio d’aria. Proprio per questo, uno strumento come il Superbonus può rivelarsi particolarmente utile per ridurre gli impatti sul clima collegati al riscaldamento domestico».

«L’efficienza energetica, grazie alla sue molteplici ricadute ambientali, economiche e sociali, è il tema del futuro, uno dei più richiamati, non a caso, dalla strategia europea – sottolinea Petitti – Non è una novità se ricordiamo che il parco edifici regionale – e italiano – è stato costruito principalmente durante il periodo del boom economico, quando il prezzo degli idrocarburi era nettamente inferiore rispetto a oggi. Dev’essere fatto un grosso lavoro di rinnovamento e in questo senso la pandemia dev’essere un pungolo che ci ricorda che è arrivato il momento di investire con più coraggio sui temi della sostenibilità e di riconvertire i settori tradizionali in un’ottica di economia circolare».

Quali sono i vantaggi che Rimini, zona a forte vocazione turistica e con un’elevata concentrazione di alberghi, può trarre da strumenti quali il Superbonus e il Sismabonus?

«Quello che vorrei diventasse il nostro mantra sono: rigenerazione e ristrutturazione – dice la presidente del Consiglio regionale – I fondi del Recovery Plan possono essere l’occasione per cogliere questi obiettivi: favorire gli accorpamenti degli alberghi e delle strutture ricettive puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità numerica e stimolarne la riqualificazione energetica e la messa a norma antisismica: sono tutti aspetti prioritari, che possiamo traguardare solo con un intervento massiccio da parte dello Stato che deve sostenere questo percorso di ammodernamento. Le aziende turistiche, da sole, non possono essere autrici di questi cambiamenti, parliamo di investimenti troppo alti. Per questa ragione credo che il Recovery Plan rappresenti una grande opportunità per mettere in campo progetti di innovazione e rigenerazione urbana dell’industria turistica e balneare. Alcuni punti che mi permetto di proporre sono: estendere l’ecobonus del 110% ora attivo per abitazioni e condomini anche agli alberghi, così come il sismabonus; inglobare il bonus facciate agli alberghi integrando la misura con strumenti di agevolazione finanziaria per avere mutui a basso costo e garantiti, almeno per i primi anni, dallo Stato; semplificare le pratiche edilizie e garantire certezza dei tempi; trovare una soluzione per le pratiche dei condoni 1985 e 2004. Attualmente chi vuole ristrutturare l’albergo nella maggioranza dei casi si blocca di fronte alla pratica di condono non ancora conclusa e non semplice da concludere per il numero di anni che sono passati. Infine, non per importanza, affrontare il problema dei parcheggi interrati che attualmente fanno superficie utile. Per una struttura ricettiva sono un servizio con un costo elevato di realizzazione che non verrà mai ammortizzato. Dover scegliere per un albergatore se fare camere in più o parcheggi interrati è sbagliato».

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