Rigassificatore Ravenna: ecco gli esperti per la fase autorizzativa

RAVENNA – Sono quattro gli esperti inseriti nella task force che il presidente della Regione e commissario per il rigassificatore, Stefano Bonaccini, ha scelto per la fase autorizzativa riguardante la Fsru che attraccherà al largo di Ravenna. E, al pari degli altri componenti, nella larga parte tecnici delle realtà ministeriali, amministrative e degli enti di tutela che dovranno esprimersi sul progetto, lavoreranno gratuitamente. La struttura commissariale era stata annunciata dall’assessore allo sviluppo economico e green economy, Vincenzo Colla (che farà parte dell’organismo con il sottosegretario alla presidenza della Regione, Davide Baruffi) prima sulla stampa e poi in Comune a Ravenna, venerdì scorso, in occasione della presentazione da parte di Snam del carteggio con cui è stata presentata l’istanza a Bonaccini.

La scommessa, in effetti, è gravosa. Completare l’iter autorizzativo nei 120 giorni di legge, per una procedura che dovrà raccogliere il parere di 43 enti, competenti per la materia in questione. All’interno della task force che appoggerà l’operato del presidente della Regione nel compiere il cammino burocratico necessario sono stati chiamati Massimiliano Bianco, presidente di Art-ER (la società consortile con cui la Regione sostiene la crescita delle startup innovative, ndr) Gilberto Dialuce (presidente di Enea), Valerio Cozzani (professore ordinario del dipartimento di ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali dell’Università di Bologna), oltre a Michele Bianchi (anche lui ordinario dell’Alma mater, e componente del dipartimento di ingegneria industriale). All’interno della struttura composta dal Commissario presenzieranno tecnici di undici servizi della Regione, di entrambe le direzioni generali del ministero della Transizione ecologica, oltre che referenti di Arpae, del Provveditorato interregionale opere pubbliche Lombardia e Emilia-Romagna, dell’Avvocatura distrettuale di Stato di Bologna, dell’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna, della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, del Comando ravennate della Capitaneria di porto, oltre che dell’Agenzia delle Dogane Emilia-Romagna e Marche, dell’Ausl, dell’Ente Parco del Delta, del Comune e della Provincia.

Il rispetto dei 120 giorni per la fase di “permitting” consentirebbe l’avvio dei lavori entro il primo quadrimestre del 2023 con l’obiettivo dell’entrata in esercizio della nave rigassificatrice entro il terzo trimestre 2024. Gli investimenti necessari a costruire l’hub a mare a cui attraccherà la Fsru e le pipe-line di raccordo saranno di circa 300 milioni di euro, dopo che per acquistare la Sw Singapore, destinata a Ravenna, Snam aveva speso 400 milioni.

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