Rifiuti a Cesena, la Confcommercio: “Tariffa niente affatto puntuale”

A quanto ammonterà la tariffa puntuale corrispettiva dei rifiuti e che peso avrà nella gestione finanziaria aziendale? E’ la prima domanda che Confcommercio cesenate pone in una lettera inviata al sindaco Enzo Lattuca.

“Per valutare le modifiche entrate in vigore – dichiara il presidente Augusto Patrignani – , si deve avere chiaro se l’importo da corrispondere aumenterà o sarà ridotto rispetto a quello precedente. Per le imprese questo non è chiaro. Confcommercio chiede una tariffa meno onerosa per le imprese in seria difficoltà e per le famiglie, dopo tre anni di emergenze pandemica e del caro costi. Si possono ridurre le bollette utilizzando gli introiti che l’amministrazione comunale incamera dai dividendi di Hera, di cui è socia. Con Hera, i cui bilanci floridi sono stati più volte esibiti, l’amministrazione comunale deve sforzarsi anche per ottenere un contenimento delle spese del servizio”.

“Tariffa puntuale, si dice – aggiunge Patrignani – ma in realtà non lo pare. Una tariffa è puntuale se i rifiuti raccolti  vengono pesati, come  avviene in altri comuni italiani. Il peso garantisce l’equità della tariffa: si è sempre detto che si sarebbe pagato in base alla quantità, non per gli svuotamenti dei contenitori che possono essere riempiti solo in parte. Quella introdotta dal comune di Cesena pare invece invece una raccolta dell’indifferenziato con un costo forfettario, che stabilisce una soglia di svuotamenti minimi rientranti nella tariffa,  24 per le imprese su 52 settimane annue, e un pagamento extra, per ogni svuotamento in più”. 

“Un’altra considerazione da buon padre di famiglia è questa – aggiunge Patrignani : i camion del gestore del servizio transiteranno comunque ogni settimana per effettuare gli svuotamenti dei contenitori  con i rifiuti, utilizzando gli addetti incaricati, con il costo di questo servizio già inserito nella tariffa puntuale. Pertanto cittadini e imprese, insomma, lo pagano già il passaggio dei camion, ma   superata la soglia minima stabilita, debbono pagare anche gli svuotamenti extra. La ratio di questa decisione si fatica a comprenderla. Aggiungiamo che ci sono categorie di imprese già penalizzate dal peso di coefficienti tributari che si riflettono nella parte fissa della tariffa, come  i pubblici esercizi. Perché aggravare ancora di più la loro condizione?”.  “Alla luce di queste considerazioni, – conclude il presidente Patrignani – Confcommercio è assai perplessa sulla reale equità di questa tariffa niente affatto puntuale  e auspica correttivi, ma prima ancora chiede che vengano fornite prima possibile – già è tardi –  le dovute informazioni per far capire alle imprese l’entità del costo che dovranno sostenere”.

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